Libertà religiosa. Aderisco all’appello degli evangelici italiani per l’abrogazione della legislazione del 1929 e una nuova legge che disciplini la materia

La Commissione delle chiese evangeliche per i rapporti con lo Stato (CCERS), in vista delle elezioni politiche del 4 marzo, ha lanciato un appello affinché “la prossima legislatura sia investita a tutti gli effetti del tema della libertà religiosa e di culto e si faccia carico di dare piena attuazione al dettato costituzionale in materia”.
Come ha ricordato il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), “In questa campagna elettorale i temi della libertà religiosa e della laicità dello Stato risultano non pervenuti”, ma l’Italia non ha ancora nel suo ordinamento una legge sulla libertà religiosa, nonostante sia un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione all’art. 19. Le uniche leggi presenti in materia nel nostro ordinamento, risalgono all’epoca fascista e si riferiscono ai cosiddetti “culti ammessi”.
Gli evangelici italiani rimarcano come gli strumenti giuridici in materia siano totalmente inadeguati. Ai candidati alle elezioni chiedono garanzie relative al “diritto a luoghi di culto riconosciuti pubblicamente e visibili come ambienti sani di aggregazione e di integrazione nelle realtà territoriali; l’assistenza spirituale da parte di ministri di culto formati e riconosciuti come tali dallo Stato nelle carceri e nei luoghi di cura; la libertà di manifestazione della propria appartenenza ad una comunità religiosa nei luoghi di lavoro”. E auspicano che “le forze politiche nella prossima legislatura sappiano farsi carico del tema della libertà religiosa con uno spirito costituente”.
Chiedono ai candidati in lizza di impegnarsi a favore “dell’abrogazione della legislazione sui culti ammessi del 1929/30 e dell’emanazione di una legge generale in tema di libertà religiosa e di coscienza valevole per tutte le espressioni di fede, anche quelle che non siano nella condizione di stipulare un’Intesa con lo Stato ai sensi dell’art. 8, terzo comma, della Costituzione”.
Ricordando che in materia, nella legislatura che si avvia a conclusione, ho presentato quale primo firmatario una proposta di legge in tema di libertà religiosa, sottoscritta da altri 26 deputati, faccio mio l’appello delle Chiese Evangeliche e mi unisco con forza alla richiesta ai futuri parlamentari di abolire le leggi fasciste sui culti ammessi, garantire pari dignità e uguali diritti a tutte le fedi, attuare finalmente il dettato costituzionale che all’art.19 afferma “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto”.

on. Luigi Lacquaniti