I Valdesi ricordano 170 anni di libertà

170 anni fa, il 17 febbraio del 1848, re Carlo Alberto firmava le Lettere Patenti, con cui estendeva i diritti civili ai Valdesi. Anche quest’anno le Comunità valdesi, in tutto il Paese, ricorderanno quel giorno, nel culto, e poi con feste e i tradizionali falò, a ricordo di quei falò che 170 anni fa trasmisero la notizia della libertà nelle valli piemontesi. Dopo secoli di persecuzioni e di discriminazioni i Valdesi ottenevano finalmente libero accesso all’educazione e alle professioni, piena libertà di culto, d’insegnamento, di parola e di pensiero. Comunità valdesi nascevano lungo tutta la Penisola. Non sarebbe tardato il contributo dei Valdesi alla crescita sociale e civile dell’Italia appena unificata. Ancor oggi i Valdesi sono impegnati al rinnovamento del Paese, contro ogni discriminazione, nella lotta al femminicidio, per il testamento biologico, le unioni civili, nell’accoglienza a profughi e migranti. Migliaia sono ormai le persone in fuga dalla guerra e dalle povertà, che sono state salvate grazie al progetto dei Corridoi Umanitari, avviato da Tavola Valdese, Comunità di Sant’Egidio e Federazione delle Chiese Evangeliche. E in un momento storico in cui molti diritti faticosamente conquistati paiono essere rimessi in discussione, in cui ideologie che speravamo tramontate per sempre paiono riaffacciarsi nel nostro Paese, anche i Valdesi sono impegnati nella lotta a ogni discriminazione e a ogni violenza. Anch’io festeggerò la Festa della libertà, domenica, con la comunità valdese bresciana di cui faccio parte, a ricordo di quella libertà che venne si concessa dal sovrano, ma dopo una lotta di secoli, segnata da sanguinose persecuzioni. Giacché la libertà non può essere oggetto di concessione, la libertà quando manca può solo essere conquistata.

on. Luigi Lacquaniti