Vespa velutina. Risposta del ministro Martina all’interrogazione presentata dopo il rinvenimento nel mantovano di esemplare di  vespa velutina. Comunicato stampa

Il calabrone asiatico, conosciuto anche come vespa velutina, è un insetto di origine cinese, predatore di api e altri impollinatori. Comparso per la prima volta in Europa nel 2004, in Francia, è stato responsabile della perdita del 50% degli alveari d’Oltralpe. Oltre a cacciare direttamente le api all’ingresso dell’arnia, il calabrone impedisce loro di uscire per raccogliere nettare e polline, indebolendo in questo modo anche le colonie che rischiano di morire di fame. Nel nostro Paese il calabrone asiatico, dopo la penetrazione nella Liguria di ponente e nel Piemonte meridionale, si sta spingendo sempre più verso est: in Veneto, Lombardia ed Emilia. Nel maggio dello scorso anno un esemplare di calabrone asiatico è stato rinvenuto per la prima volta in provincia di Mantova, nel comune di Borgofranco sul Po. A seguito di questo evento avevo depositato un’interrogazione al Ministro delle politiche agricole Maurizio Martina. Nella risposta del Ministro, pubblicata lo scorso 9 gennaio, si fa presente come il Ministero abbia avviato il progetto denominato VESPA VELUTINA LEP «messa a punto di sistemi di contenimento del calabrone asiatico Vespa Velutina Lep», progetto in cui sono coinvolti, tra gli altri: il CREA-Unità di ricerca per l’apicoltura e la bachicoltura di Bologna (CREA-API), le associazioni apistiche delle regioni Liguria, Piemonte, Lombardia e Toscana, il politecnico di Torino, il dipartimento di scienze agrarie forestali e alimentari dell’università degli studi di Torino. Si sono creati quindi una rete di monitoraggio della vespa velutina in Italia, un sistema radar per il rinvenimento dei nidi, l’identificazione di feromoni specifici utili alla cattura e, infine, dei protocolli per la distruzione dei nidi. Il Ministro fa riferimento anche ad altri provvedimenti adottati, anche a valenza comunitaria. Infine il Ministro Martina, nella sua risposta all’interrogazione, comunica l’intenzione di rifinanziare il progetto Beenet – già finanziato nell’ambito della rete rurale nazionale 2007-2013 – come prosecuzione del progetto Apenet, i cui risultati, si legge, avevano portato ad una sospensione nell’utilizzo di concianti a base di neonicotinoidi. Il progetto Beenet prevede il monitoraggio dello stato di salute e benessere delle api tramite la verifica su una rete di alveari, articolata in moduli di rilevamento localizzati in siti geografici fortemente rappresentativi dei vari contesti agronomici e ambientali del territorio.

L’arrivo in Italia della vespa velutina costituisce un pericolo per un comparto economico importante. In Italia sono attualmente presenti oltre 70.000 apicoltori con 1,3 milioni di alveari, per un fatturato complessivo superiore ai 60 milioni di euro. La produzione di miele nel nostro Paese non riesce a soddisfare la domanda interna e potrebbe pertanto rivelarsi uno sbocco occupazionale per quanti guardano con interesse al comparto agricolo e alla riscoperta delle sue imprenditorialità. Esprimo la mia soddisfazione per la risposta resa dal Ministro Martina all’interrogazione, in particolare per l’intenzione comunicata di voler rifinanziare il progetto Beenet.

on. Luigi Lacquaniti

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/18176&ramo=CAMERA&leg=17

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