Love is the answer and you know that for sure

Sono stato raggiunto dalle tragiche notizie di Las Vegas, mentre mi trovo nello Utah per il 24° Simposio Annuale su Legge e Religione, “Religion and Religious Freedom in a Changing World”. In questi stessi giorni il nostro albergo a Provo ha ospitato un meeting sulla difesa armata al femminile, e a me è parso surreale incontrare i delegati al Simposio chiamato a discutere il diritto di libertà religiosa e le ragioni del dialogo fra popoli e culture, e poi vedere gli stand allestiti a propagandare armi per la difesa personale.
Credo sia sbagliato leggere i tragici fatti di Las Vegas esclusivamente per l’ennesima critica a questo modello americano che vuole che chiunque desideri difendere se stesso e la propria famiglia da pericoli e malintenzionati, possa entrare in un’armeria e acquistare un’arma qualsiasi come fosse al supermercato. Non c’è dubbio che questa è la causa prima di questa orribile strage e di tante altre che nel tempo si sono succedute. E sarebbe ora che gli Stati Uniti si lasciassero definitivamente alla spalle quel secondo emendamento della loro Costituzione, che garantisce il diritto di possedere liberamente armi per difendere la propria casa, la propria famiglia.
Ma in realtà il problema è più ampio e coinvolge ormai l’Europa, l’America, interi continenti dove pure vengono coltivati valori come la solidarietà e l’amicizia fra le persone. Accanto a notizie orribili come questa di Las Vegas, ci raggiungono ogni giorno altre notizie che parlano di solidarietà sbocciate in occasione di catastrofi naturali, di atti di amore eroico fra persone che fino al giorno prima erano estranei l’uno all’altra. E allora il problema non è solo la possibilità di acquistare liberamente armi. E’ tutto l’Occidente che pare in un momento di svolta della propria storia, in cui pare indeciso su quale strada realmente prendere: da un lato il progresso reale, l’abbandono di qualsiasi tipo di violenza personale, il dialogo e la pacifica convivenza fra le persone, dall’altro il ritorno all’orrore di una società votata alla difesa violenta, dove unioni fra paesi un tempo amici si disgregano, dove pare tornare attuale l’incubo degli arsenali nucleari e della guerra, e nella nostra quotidianità l’altro è ancora e sempre una cosa diversa, lontana da noi, di cui non fidarci fino in fondo. Love is the answer and you know that for sure, cantava quarant’anni fa John Lennon, e per quanto possa sembrare semplicistico, demagogico, il punto rimane ancora questo in tutta la sua disarmante semplicità: la scelta da parte degli individui e degli Stati, di uno stile di vita ispirato al dialogo, alla solidarietà, all’amore. La riflessione della società civile, lo studio critico delle ideologie del ‘900, la stessa evoluzione tecnologica che ci mette a disposizione mezzi sempre più sofisticati di dialogo fra le persone, la crisi economica che ha messo in difficoltà un modello esclusivamente basato sulla competizione, ci dicono che oggi come mai prima siamo vicini a tutto questo. Eppure nello stesso tempo oggi come non mai ci pare un obiettivo lontano. Tocca agli Stati, ai Governi, a cominciare da quello degli Stati Uniti, fare in modo che l’incubo di Las Vegas non debba ripetersi. Ma tocca anche a noi, a noi tutti, a ognuno di noi.