Sportello nogender di Prevalle: soddisfazione per quanto dichiarato dal Governo nel Question Time di oggi, l’UNAR ha aperto un’istruttoria

La Ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, ha risposto oggi, durante il Question Time del pomeriggio, a una mia interrogazione al Governo in merito all’apertura di uno sportello No Gender negli spazi del Municipio di Prevalle in cui stigmatizzavo come l’iniziativa tradisse un intento omofobo e discriminatorio.
Chiedevo al Governo di assumere le iniziative di competenza volte ad assicurare una corretta informazione sull’argomento, a evitare ogni forma di discriminazione di genere in relazione alle iniziative assunte dall’amministrazione comunale di Prevalle.
Sentito quanto dichiarato dalla ministra Finocchiaro esprimo soddisfazione per la posizione assunta dal Governo: l’UNAR, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali a difesa delle Differenze, promosso dalla Presidenza del Consiglio e dal dipartimento delle Pari Opportunità, ha aperto una istruttoria. E la Ministra ha assicurato a nome del Governo che “laddove saranno rilevati comportamenti discriminatori verranno assunti i provvedimenti conseguenti”.
Attendo fiducioso l’esito dell’istruttoria che non potrà che confermare quanto da me sostenuto: quella del Comune di Prevalle si configura come una iniziativa di parte che realizza un vero e proprio abuso d’ufficio da parte del sindaco. Non è accettabile infatti che un’Amministrazione comunale faccia uso improprio di strumentazioni pubbliche o decida di aprire sportelli pubblici, per giunta all’interno del Municipio, per diffondere teorie sull’istituto familiare prive di reali basi scientifiche, oggetto di proprie convinzioni politiche, e inoltre pretenda di invadere lo spazio personale dei cittadini e l’esercizio di diritti della persona, quale l’orientamento di genere.
Esprimo invece grande stupore per quanto comunicato dalla Prefettura di Brescia al Governo: è di evidenza pubblica che l’Amministrazione di Prevalle, che già due anni fa sui tabelloni elettronici, finalizzati alle informazioni istituzionali, aveva scritto “L’Amministrazione comunale è contraria all’ideologia Gender”, non si è limitata a concedere spazi pubblici ad una associazione privata, ma ha sostenuto e appoggiato l’iniziativa perché, come affermato dal sindaco Ziglioli, “non vogliamo che certe teorie entrino nelle nostre scuole e vengano insegnate ai nostri ragazzi”. E ancora “Per l’Amministrazione comunale difendere i nostri valori, la nostra cultura e tradizioni, è un obbligo”. Chiederò pertanto un incontro al Prefetto.
Lo sportello anti gender deve essere chiuso, e la terzietà dell’ente pubblico ripristinata. Non si gioca con i diritti delle persone.

on. Luigi Lacquaniti