I risultati della Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito, la sicurezza ambientale e la salute dei lavoratori delle Forze Armate clamorosamente sottovalutati

E’ stata presentata questa mattina dal presidente Scanu, in una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati, la seconda relazione intermedia sull’attività della Commissione d’inchiesta sui casi di morte e di malattia grave successivi all’esposizione a uranio impoverito e altri metalli pesanti. Relazione approvata dalla Commissione con un solo voto di astensione.
La Commissione ha svolto un lavoro intenso e approfondito: 197 audizioni e 71 esami testimoniali. La scadenza era prevista originariamente per dicembre di quest’anno, ma sarà chiesta al Parlamento la proroga dei lavori fino al termine della Legislatura.
Dall’indagine svolta emerge una situazione drammatica e preoccupante: nelle Forze Armate la sicurezza dei lavoratori, la prevenzione, il riconoscimento delle malattie e dei decessi sono stati clamorosamente sottovalutati. Una parte importante e significativa del mondo del lavoro è stata isolata rispetto alla realtà di tutti gli altri lavoratori. Il mondo delle Forze armate risponde ancora a una sorta di “giurisdizione domestica” dove tutto inizia e si sviluppa all’interno di un circuito autoreferenziale, e in cui è di fatto assente l’elemento di terzietà e di laicità. L’intenzione della Commissione è quella di mettere i lavoratori della Difesa nelle stesse condizioni di tutti gli altri lavoratori dello Stato, in condizioni di sicurezza  moderne ed efficienti, in modo da superare le cause di malattia e morte.
I lavori della Commissione sono confluiti in un disegno di legge chiamato a rivoluzionare la disciplina della sicurezza sul lavoro e della tutela previdenziale delle Forze Armate. Ma il testo è fermo da un anno in Parlamento, nonostante sia stato sottoscritto da oltre 150 deputati di maggioranza e opposizione. E’ questione di volontà politica. Come ha affermato il presidente Scanu in conferenza stampa, qualcuno forse attende che finisca la Legislatura, nella speranza che anche stavolta non cambi nulla.
Ci sono invece tutti i tempi perché il Parlamento riesca a portare a termine e approvare la nuova legge. Che non è contro le Forze Armate, ma semplicemente a favore della civiltà giuridica e della dignità delle persone. La Commissione ha fatto, sta facendo e farà tutto quanto è in suo potere per portare a termine il proprio mandato. Si chiede che altrettanto faccia il Parlamento. Non lasciamo soli i soldati e i dipendenti della Difesa.

on. Luigi Lacquaniti