L’anno 0

Vedere l’estrema destra festeggiare sotto i Municipi di Genova e Sesto San Giovanni fa davvero male. Era impossibile guardare quelle immagini stanotte, e non ripensare alla nostra storia, alla Resistenza. Quello che sbalordisce in queste ore, è l’incapacità di tutta una dirigenza del PD, non solo di Renzi, di analizzare e fare autocritica. Se fai politica, se hai la pretesa di essere annoverato un giorno fra gli statisti di questo Paese, devi essere capace prima o poi di fare i conti con questa parola: responsabilità. Invece, nel PD, con l’eccezione di Orlando, di Cuperlo e di chi oggi incarna la residuale opposizione interna, la maggioranza renziana fa a gara ad additare responsabilità altrui, a urlare al tradimento, senza minimamente assumersi le proprie responsabilità. Irresponsabili! È la stessa maggioranza renziana che voleva celebrare tutto un Congresso politico in un mese, in fretta e furia, dimenticandosi cosa dovrebbe essere un Congresso di partito. La stessa che lo ha celebrato, lasciando che la discussione nelle sezioni fosse relegata a un mezzo pomeriggio, mezzo, una mezza mattinata, mezza. Senza minimamente preoccuparsene, perché quel che contava, sarebbe stata la celebrazione del trionfo del leader. Irresponsabili! La stessa che ci stava facendo approvare in fretta e furia tutta una riforma elettorale, dove pure i collegi elettorali venivano ridisegnati a tavolino dalle quattro grandi potenze, come un tempo le grandi potenze disegnavano i confini del mondo. Irresponsabili! La stessa che stava trascinando al voto anticipato il Paese, dimenticandosi di importanti riforme ormai prossime al traguardo, da portare a compimento. E ci stava trascinando al voto anticipato, per evitare di andare al voto dopo l’approvazione della legge di bilancio dello stato. Un voto anticipato di tre o quattro mesi per evitare la finanziaria, non s’era mai visto nel nostro Paese. Irresponsabili!
Oggi si aggirano come folli sulla scena politica. Poiché Giove rende sempre folli, coloro che vuol perdere. Oggi non rimangono che macerie. Siamo all’anno 0. Da domani bisogna ricostruire il centrosinistra. E bisogna farlo avendo davanti agli occhi proprio le immagini di questa notte: il dolore nella carne viva per quelle municipalità, quelle piazze, simbolo vivente della Resistenza, della nostra storia, oggi in mano alla destra.