Lettera aperta al Prefetto di Brescia

Caro Signor Prefetto,
sui fatti di Mura – la lista espressione del Movimento Fascismo e Libertà ammessa alle elezioni amministrative che ha poi eletto ben tre consiglieri comunali – apprendo dai giornali che Ella avrebbe argomentato l’ammissione della lista col fatto che, a differenza dell’altra lista, quella di Sermide nel mantovano, la lista di Mura non riportava nel proprio simbolo elettorale la parola “fascismo”. Con tutto il rispetto vorrei ricordarLe che si, effettivamente quella parola mancava dal simbolo che si presentava alle elezioni a Mura, ma una breve ricerca sul web Le avrebbe permesso di scoprire che il “Movimento Fascismo e Libertà”, si chiama proprio così: “Movimento Fascismo e Libertà – Partito Socialista Nazionale”. E che esso si ispira statutariamente al “genio di Benito Mussolini”, cito testualmente. E vorrei ricordarLe altresì che il simbolo adottato sulla scheda elettorale è inequivocabilmente un Fascio littorio. Troppo assonante poi, mi permetta, quel nome “Partito Socialista Nazionale” con un altro famigerato nome, Repubblica Sociale Italiana che ebbe la sua sede a Salò, giusto mezz’ora d’auto da Mura. E non vorrei arrivare a ricordarLe un’altra eloquente assonanza: quella col Movimento Nazional Socialista! Ma se tutto questo non fosse sufficiente, vorrei pure ricordarLe che candidato sindaco di quella lista, a Mura, era il segretario provinciale di Brescia proprio del “Movimento Fascismo e Libertà”, e che, a quanto ci consta, pure i consiglieri eletti della lista ne farebbero parte.
Ora non vorrei sembrare irrispettoso nei Suoi confronti: Ella da pochi giorni s’è insediato a Brescia, ma certamente saprà che nel nostro Paese ci sono terre, luoghi, città che portano iscritto fin nella propria carne e nel proprio sangue, la memoria terribile del fascismo. A pochi metri dal Suo ufficio a Brescia, vi è Piazza della Loggia che riporta ancora i segni del culto della morte che fu, che è il fascismo. Vorrei che i nostri figli un giorno potessero studiare solo sui libri di scuola il fascismo, come un incubo ormai rimosso della nostra storia. Purtroppo questa mia lettera oggi racconta che quel momento non è ancora giunto.
ChiedendoLe un incontro, la saluto distintamente.

on. Luigi Lacquaniti