No alla presentazione del Movimento “Fascismo e libertà” alle prossime Amministrative. Comunicato stampa

Venerdì scorso 12 maggio, il Consiglio Comunale di Chiari su proposta del Partito Democratico, a seguito anche del mio esposto presentato a suo tempo ai Carabinieri, ha approvato all’unanimità dei presenti (Forza Italia, Lega e liste civiche clarensi di centrodestra sono uscite dall’aula al momento del voto) una mozione che impegna il Comune a modificare il Regolamento di affissione pubblica in modo che non possano più essere affissi manifesti di chiara natura apologetica del Fascismo, come quelli che il Movimento Fascismo e Libertà fece affiggere in autunno.
Sui fatti accaduti depositai anche un’interrogazione parlamentare all’allora Ministro dell’Interno Alfano, che ancora attende risposta.
Proprio in questi giorni il Movimento Fascismo e Libertà ha depositato nel piccolo comune di Mura una propria lista, presentando quale candidato sindaco Mirko Poli, che del Movimento è segretario provinciale.
Il MFL è un partito dichiaratamente fascista, in cui compare la denominazione “fascismo” nel simbolo stesso, che pone in evidenza al centro un fascio littorio. Nel suo Statuto si legge testualmente che il MFL “si rifà solo e semplicemente al Fascismo e alla genialità del Duce” e “si basa interamente sul pensiero mussoliniano”.
Il MFL è un partito chiaramente anticostituzionale. E’ ancora in vigore infatti la XII disposizione transitoria della Costituzione che recita: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.” La Legge n.645/52 sanziona “chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, e chiunque pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo”.
I due episodi, quello di Chiari e quello di Mura sono in realtà tra di loro collegati: c’è un fascismo che cerca in ogni modo di ripresentarsi e di offrirsi come presentabile; vi sono le forze democratiche che si oppongono e intendono difendere la democrazia da chi per l’ha cancellata con la violenza e la dittatura.
Non è la prima volta che una lista di tale fatta si presenta alle elezioni, ma non sarebbe neppure la prima volta che la Commissione elettorale preposta ne rifiuti l’ammissione. Apprendo invece da fonti giornalistiche che in questo caso la lista sarebbe stata ammessa. Annuncio pertanto la presentazione di un’interrogazione al Ministro dell’Interno. Costringere gli elettori di Mura a trovare sulle proprie schede il simbolo del fascismo è un’offesa e una violenza alla democrazia.

on. Luigi Lacquaniti