Testimoni di Geova banditi in Russia: un grave attentato alla libertà religiosa, in atto un restringimento dei diritti

Giovedì 11 maggio, nell’ambito del mio impegno svolto in questi anni in Parlamento a tutela della libertà religiosa, ho ricevuto a Montecitorio una delegazione della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova composta dai signori Christian Di Blasio, dell’Ufficio Informazione Pubblica dei Testimoni di Geova, e Wanda Granata, dell’Ufficio Legale dei Testimoni di Geova.
L’incontro è avvenuto a seguito della sentenza della Corte Suprema Russa che il 20 di aprile ha messo al bando l’attività dei Testimoni di Geova, definendo la loro organizzazione “estremista”, e ne ha sequestrato i beni a favore dello Stato. Ora i singoli Testimoni di Geova potrebbero essere perseguiti penalmente per il loro impegno nelle loro normali attività religiose, tacciati come estremisti e quindi considerati e trattati come se fossero terroristi e criminali.
Condanno il bando che è stato emesso dalla Corte Suprema Russa: si tratta di una gravissima violazione delle libertà individuali che fa ripiombare la Russia indietro di decenni. La Corte ha accampato dei pericoli che sono assolutamente inesistenti. Tutti sappiamo quelle che sono le prescrizioni che si dà la comunità dei Testimoni di Geova nella manifestazione della propria libertà religiosa, ma questo non ha alcuna attinenza con i pericoli che sono stati paventati dalla Corte e che in realtà sono espressione di una decisione politica.
La libertà religiosa è un diritto inalienabile dell’uomo. Ma la libertà di religione non è l’unico diritto a rischio oggi in Russia. Vi è in atto un evidente restringimento su larga scala dei diritti civili, di cui in ultimo sta facendo le spese pure la Comunità LGBT.
I diritti civili e la libertà religiosa vengono visti come un attentato all’unità della Russia e ai suoi valori tradizionali, con una rilettura nazionalista del concetto della “Santa Russia” e della “Madre Russia” che sfocia oggi in un vero e proprio revanscismo panrusso. E che è lontano anni luce da ciò che esprimevano i grandi della letteratura russa, Tolstoj in particolare, dove la “Madre Russia” era dialogo fra le classi sociali e umanità, e invocato superamento delle gravi disuguaglianze presenti a cavallo fra ‘800 e ‘900.
Anche in Paesi evoluti dell’Occidente si devono oggi registrare casi di restringimento dei campi di applicazione e di riconoscimento dei diritti individuali. Non vorrei che quanto accaduto in Russia un domani dovessimo registrarlo in altri Paesi, e per questo credo che si debba tenere alta dappertutto la guardia.
Il punto non è ovviamente sostenere la dottrina dei Testimoni di Geova, quanto difendere il diritto di tutti di vivere liberamente le proprie convinzioni.

On. Luigi Lacquaniti