25 Aprile, festa della liberazione

Ricorre quest’anno il 72° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Come tutti gli anni parteciperò insieme a molti concittadini alla celebrazioni previste nelle nostre città, per ricordare il sacrificio dei partigiani che combatterono per il ritorno della libertà e della democrazia. In particolare nel pomeriggio del 25 aprile sarò presente alle celebrazioni che si terranno a Desenzano del Garda.
Libertà e democrazia sono oggi insidiate, in Italia e in Europa, dai populismi, dai sovranismi e dalla cultura dell’odio. Vi è chi teorizza un’Italia e un’Europa che dovrebbero chiudere le frontiere a difesa dei popoli occidentali da una presunta invasione. Quasi che esistesse una razza pura da preservare! La Carta di Ventotene e l’Unione Europea nata coi Trattati di Roma, all’indomani della Seconda guerra mondiale, vollero dire basta a quelle politiche imperialiste che ci avevano condotto a ben due tragiche guerre mondiali e all’orrore del nazifascismo. L’Unione Europea rischia oggi di fallire se non confermerà le politiche di accoglienza, integrazione, apertura e ospitalità, che costituiscono forse l’aspetto più importante del Trattato di Lisbona. Non vi può essere dunque 25 aprile, non vi può essere vera festa della Liberazione, senza politiche di accoglienza e ospitalità. Anche per questo mi sarei atteso maggior coraggio da quel “Pacchetto Minniti”, che pur fra vari aspetti innovativi, non riesce tuttavia a emanciparsi da quella concezione che ha caratterizzato tutti i precedenti provvedimenti di politica migratoria, e che considera i migranti più come numeri che come persone.
Infine la celebrazione del 25 aprile e la memoria verso quanti sacrificarono la propria vita per il ritorno delle libertà e della democrazia, fa impallidire ogni tentazione di leaderismo che pretenda di saltare i corpi intermedi della società. Leaderismo che pure caratterizza ormai molta parte della politica italiana. Al contrario la Liberazione dal nazifascismo sancì come valori inalienabili la partecipazione popolare e diffusa, e l’uguaglianza e le pari opportunità sociali, civili, economiche.
Vivere la festa della Liberazione significa fare memoria di tutto questo e impegnarsi perché libertà e democrazia siano sempre patrimonio di tutti.

on. Luigi Lacquaniti
Partito Democratico