Testamento biologico: la Camera ha approvato una legge di civiltà

Oggi l’Italia fa un altro passo avanti. La Camera ha approvato le “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”, il cosiddetto Testamento Biologico. Una legge di civiltà, di libertà, di dignità, di responsabilità.

La legge dà attuazione dopo 70 anni, all’articolo 32 della Costituzione che al secondo comma recita: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Il testo approvato è equilibrato, dà ampio spazio alla relazione tra medico e paziente e fornisce certezze all’agire del personale sanitario.

L’approvazione in ultimo di alcuni emendamenti che hanno visto il mio voto contrario, che prevedono l’opposizione del medico per questioni deontologiche o il suo giudizio che le DAT risultino inappropriate perché obsolete, rischiano di essere utilizzate in modo artificioso a scopo di obiezione di coscienza. Bisognerà vigilare perché questo non avvenga. E tuttavia si tratta comunque di una legge che dà grande importanza al consenso informato. Come per tutti i diritti di libertà, il consenso si può dare, si può rifiutare e si può ritirare, si può dire “basta”. E la perdita della capacità di agire non comporta più la perdita del diritto di esprimere la propria volontà in merito al trattamento sanitario, a cui essere sottoposti in futuro.

Ogni persona maggiorenne, capace di intendere e di volere potrà esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. Non è una legge a favore del suicidio assistito, ma è un testo che permette al paziente di dire no all’accanimento terapeutico.

Come tutte le leggi di libertà inerenti i diritti civili, non toglie diritti a nessuno e non danneggia nessuno, ma ne aggiunge di nuovi a chi intende utilizzarli.

Com’è accaduto in passato in questo Paese, per altre leggi di progresso civile e sociale, anche questo provvedimento è stato approvato da una maggioranza parlamentare inedita, che va dall’estrema Sinistra al Movimento 5 Stelle, passando ovviamente per il Partito Democratico.

E’ una legge che permetterebbe all’Italia di uscire dal novero di quei pochissimi Paesi d’Europa che non possiedono una norma per alleviare le spesso terribili condizioni in cui versano i malati fine vita.

Il testo approvato ora deve passare all’esame del Senato per l’approvazione definitiva. Auspico un esame rapido e positivo. Sarebbe un bel segnale a ulteriore testimonianza dell’utilità e importanza di questa Legislatura che molti viceversa ritenevano inutile. 

on. Luigi Lacquaniti

Partito Democratico