Quei pugni al cielo nel silenzio della Piazza

Confesso di non aver mai fatto quel gesto, di non aver mai alzato quel pugno al cielo, che a me ha sempre ricordato il mito di Prometeo, che rubò il fuoco agli Dei per donarlo agli uomini e per questo venne punito da Zeus. Prometeo con il pugno chiuso al cielo, è diventato nella storia il simbolo della lotta della libertà contro il potere. Quel pugno chiuso al cielo che non ho mai alzato, che non fa parte dell’educazione che ho ricevuto, quel pugno chiuso ho imparato ad amarlo dopo averlo visto alzare decine e decine di volte, ogni 28 maggio, in Piazza della Loggia a Brescia, davanti alla stele che ricorda i morti della strage fascista. Nessuna violenza ad accompagnare quei pugni al cielo, nessuno slogan urlato, decine di pugni chiusi nel silenzio della Piazza, nell’istante che ricorda quella bomba fascista. E quel gesto, che faccia parte dell’educazione personale di ognuno di noi, o non ne faccia parte, è comunque uno dei simboli della Liberazione dal fascismo e quindi è parte indelebile della storia di ognuno di noi. Renzi al Lingotto lo definisce «totem del passato», e chi lo alza «un’immagine da macchietta», e lo dice proprio mentre vorrebbe rivendicare i valori della Sinistra, e dimostra così di non aver capito molto né della nostra storia, né della Sinistra, che non è solo un pugno chiuso al cielo – ci mancherebbe! –, ma è anche questo. Amo quel pugno chiuso al cielo che non fa parte della mia educazione, che non ho mai alzato, ma di cui non farei mai a meno.