Così parlò Franceschini

Al Lingotto Renzi ammette che il prossimo Parlamento sarà eletto col proporzionale. Ed è già una novità: fino a ieri pareva che in campo ci fosse solo il “Mattarellum”… A questo punto però la domanda è d’obbligo. Con chi vorrebbe allearsi Renzi, se malauguratamente diventasse segretario del PD? Un «centrosinistra largo e inclusivo e senza trattino», dice ispirato Martina. Il che tradotto dal politichese significa: con Bersani no; dalle parti di SI mi pare non tiri aria; dalle parti di Rifondazione nemmeno (e comunque RC viaggia ormai su numeri da prefisso telefonico); non rimane che Pisapia, che però ha già fatto sapere da Roma, alla presentazione nazionale di “Campo progressista”, che non farà la stampella di nessuno e che ci dev’essere discontinuità con il Governo Renzi, il che significa, col PD forse con Renzi no. Insomma Martina, lo “specchio specchio delle mie brame di Renzi”, quando parla solenne e ispirato di «centrosinistra largo e inclusivo e senza trattino» parla solo… del PD. Dunque matrimonio annullato per irreperibilità di coniuge degno di convolare? La risposta la offre Franceschini, azionista di maggioranza di Renzi, in un telegrafico intervento dal palco, meno solenne, meno ispirato, ma molto più chiaro: «Auspichiamo che nel centrodestra nasca un’area moderata con cui dialogare e del resto i numeri ci spingono a questo». Quando si dice: “a buon intenditor poche parole”. Insomma un altro “Governo di larghe intese” all’orizzonte, e tanti saluti al centrosinistra largo e inclusivo favoleggiato da Martina, lo “specchio specchio delle mie brame di Renzi”.
C’è un rimedio a questa deriva? Si, Orlando segretario del PD.