Naturismo: non si torni a sanzionare pratiche riconosciute come lecite.

Naturismo: non si torni a sanzionare pratiche riconosciute come lecite.
Presentato un ricorso al giudice di pace di Manduria

A fine agosto 2016 un tratto di spiaggia in località Commenda a Campomarino di Maruggio (Taranto), è stato oggetto di sgombero da parte delle Forze dell’ordine a seguito di sollecitazioni da parte di alcuni bagnanti contrari al naturismo. Nell’occasione sono stati sanzionati i nudisti presenti. La spiaggia pugliese è a pacifica vocazione naturista da oltre un ventennio, è raggiungibile tramite un sentiero percorribile a piedi ed è lontana da lidi privati, del tutto isolata. E’ necessario recarcisi appositamente per incontrare i naturisti.
Il reato di “atti contrari alla pubblica decenza”, usato in passato contro i naturisti, nel gennaio 2016 è stato trasformato in illecito amministrativo. Ma le ammende sono aumentate di 20 volte. Infatti le pene pecuniarie, che prima andavano da 258 a 2582 euro, sono salite da 5mila a 10mila euro. E’ dall’anno 2000 che la sentenza della Corte di Cassazione n.3557 afferma come il Naturismo non sia assolutamente da considerare indecente, se praticato in luoghi adatti. Così il testo: “E’ evidente che non può considerarsi indecente, ad esempio, la nudità integrale (…) di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata”. Così quanti sono stati sanzionati a Campomarino di Maruggio, sostenuti dall’Ass.Na.It (Associazione Natutisti Italiani), che ha fornito loro assistenza legale, hanno presentato ricorso presso il Giudice di Pace di Manduria. L’udienza per la discussione del merito e della sospensiva è fissata per il 17 di febbraio.
Proprio per evitare che la depenalizzazione si trasformi in un boomerang a marzo 2016 ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro di Giustizia Andrea Orlando, per sapere come il Ministro intendesse agire per chiarire le modalità di applicazione delle sanzioni economiche, in maniera da non colpire indebitamente i praticanti il Naturismo. Il Ministro di Giustizia Orlando ha risposto alla mia interrogazione parlamentare. E ha sostanzialmente riconosciuto le ragioni dei naturisti. Evidenziato come “l’adeguatezza in concreto delle sanzioni determinata potrà essere riconsiderata”. In questa prospettiva ha ricordato “la possibilità di emanare (…) uno o più decreti correttivi ed integrativi”. Lasciando quindi aperta la strada legislativa per eventuali correttivi.
Senza voler in alcun modo ledere la libertà di giudizio e l’indipendenza del Potere Giudiziario, osservo tuttavia che sarebbe una grave beffa che la depenalizzazione di una fattispecie lecita e praticata in tutta Europa, si trasformasse in un pesante salasso per chi in realtà ha agito senza indecenza in una spiaggia pacificamente riservata ai nudisti e da questi solitamente frequentata. Non può essere che una pratica lecita venga ostacolata e danneggiata inutilmente e indebitamente.

on. Luigi Lacquaniti
on. Gessica Rostellato
Partito Democratico

4 pensieri su “Naturismo: non si torni a sanzionare pratiche riconosciute come lecite.

  1. Nell’anno 2000 la Cassazione oltre alla sentenza n. 3557 ha emesso la sentenza n. 1765 che a me , nella sua motivazione, ritiene legale il nudi del naturista.
    La sezione terza, Presidente Dott. Papadia, nella sentenza n. 1765/2000, in cui annullò la condanna per “atti osceni” inflitta dalla Corte d’appello di Milano ad un uomo che, per fare dispetto alla vicina di casa, aveva finto di sbrigare un bisogno fisiologico nella concimaia per poi esibire l’organo genitale. La Corte affermò: “la nudità dei genitali può assumere un diverso rilievo penale in funzione del contesto oggettivo e soggettivo in cui è concretamente inserita: così può configurare un atto osceno, quando esprime, anche psicologicamente, un istinto sessuale; ma può semplicemente costituire un atto contrario alla pubblica decenza, quando è mero esercizio della funzione fisiologica dell’urinare; o addirittura sfugge a qualsiasi rilevanza penale se è inserita in un contesto pedagogico o didattico (es. durante una lezione di anatomia o di educazione sessuale) ovvero in particolari contesti settoriali (per es. di tipo naturista o salutista)”.

    Mi scuso con l’On Luigi Lacquaniti ma sono dell’opinione che il ministro della giustizia Orlando nella sua risposta all’interrogazione da lei presentata avrebbe dovuto fare una completa chiarezza sulla questione naturista perchè tutti i cittadini (come pure affermò la Cassazione in una sentenza che ricordo) ha diritto di avere le leggi chiare e facilmente comprensibili.
    Il ministro Orlando poteva e può ancora emanare una circolare che faccia chiarezza sulla materia e non lasciare che i giudici ed tutori dell’ordine agiscono come vogliono lasciando una disparità nei comportamenti da luogo a luogo e danni per i cittadini e all’intera comunità.

    Fidenzio Laghi

  2. Grazie del tuo continuo impegno per il nudismo/naturismo.
    So che ci saranno atri argomenti a presiedere il prossimo congresso del PD ma questo potrebbe essere un piccolo argomento, che sfuggerà ai più, cui impegnare il prossimo Candidato Primo Ministro.

    Se lo fai resti, se non lo fai: ti sfiducio.

    Che belle le elezioni americane di mezzo termine!!!!!!!

    Alberto

  3. Non bisogna però correre il rischio di mettersi a discutere su quale sia “l’adeguatezza in concreto delle sanzioni” per chi se ne sta semplicemente nudo in mezzo alla natura. Così facendo, infatti, si dà per presupposto che il nudista vada comunque sanzionato o, nella migliore delle ipotesi, considerato con sospetto in quanto “soggetto a rischio”…

    Se vogliamo davvero che l’Italia diventi una meta attraente per il turismo nudista, è necessario affermare chiaramente che non ci sono sanzioni per i nudisti e quindi ribadire che la nudità è di per sé assolutamente lecita!

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