Lotta alla povertà: che il Senato approvi il reddito di inclusione sociale

In merito al Convegno sulla “Lotta alla povertà” tenuto a Desenzano del Garda venerdì 3 febbraio, promosso congiuntamente dal Partito Democratico e da Rete Civica Bresciana, ad integrazione di quanto riportato succintamente e sommariamente dall’articolo del Giornale di Brescia di oggi 5 febbraio, sono a precisare che nel mio intervento ho sottolineato la drammaticità dei dati sulla povertà in Italia e l’assoluta necessità ed urgenza di approvare una legge, che permetta di contrastare strutturalmente la povertà e di garantire ai cittadini di questo Paese un reddito sufficiente e dignitoso.
Ho anche evidenziato le difficoltà che, dati i tempi della Legislatura, la Legge per contrastarla, già approvata dalla Camera, avrà ad essere approvata in tempo anche dal Senato, prima dello scioglimento del Parlamento.
Proprio per questo ho sollecitato le Associazioni presenti all’incontro, Acli e Caritas, e tutte quelle aderenti all’Alleanza contro la Povertà, a continuare ed insistere nel loro pressing sul Senato e sulle massime Istituzioni del Paese, affinché non si sciolga il Parlamento prima che questa Legge e quella sull’acquisizione della cittadinanza da parte delle persone extracomunitarie, vengano calendarizzate e approvate anche dal Senato.
Quella contro la povertà è una Legge necessaria; che il Senato la approvi urgentemente.
on. Luigi Lacquaniti

 


Giornale di Brescia, 5 febbraio 2017
Contro la povertà «basterebbero» sette miliardi
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2 pensieri su “Lotta alla povertà: che il Senato approvi il reddito di inclusione sociale

  1. Io sono dell’opinione che solo con la solidarietà vera e non a parole si possa eliminare la povertà e dando la possibilità a chi vuole lavorare di avere un posto di lavoro disponibile.
    Il mio piano per l’occupazione:

    In Italia l’orario medio di lavoro è normalmente di 40 ore (fermo da decenni) alla settimana ed i senza lavoro sono circa il 12% (i giovani il 40%). quindi se si riducesse l’orario di lavoro del 12% portandolo a 35 ore settimanali ci sarebbe lavoro per tutti e si garantirebbe un reddito minimo  per poter vivere a tutti i cittadini perchè è giusto che tutti possano avere un minimo per vivere anche per non indurre le persone al suicidio o ad utilizzare mezzi illegali e contrari alla convivenza civile.

    Per questo fine occorrerebbe un provvedimento legislativo che consenta (se c’è richiesta di occupazione) ai datori di lavoro di ogni categoria di  assumere  personale sino a giungere alle 35 ore settimanali. Se nella loro zona non fosse disponibile personale, anche proveniente da altre località, disposto a lavorare  che abbia le capacità necessarie per aggiungersi ai lavoratori in servizio l’orario di lavoro potrà essere superiore alle 35 ore settimanali sino ad avvicinarsi alle attuali 40. Ovviamente il tutto a parità di costo orario del lavoro per non perdere di concorrenzialità e rendere possibile, eventualmente, anche il giorno del sabato. Attuando questo piano si risparmierebbe con gli ammortizzatori sociali dando la possibilità di ridurre il carico fiscale ai lavoratori con famiglia.

    Non è certamente tutto qui ma occorre, a mio parere, cercare di dare veramente un lavoro a on altro modo raggiungere la piena occupazione ritengo sia solo una chimera

    Fidenzio Laghi / pensionato Electrolux e naturista

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