Aumenti ingiustificati degli abbonamenti dei treni per i pendolari

Mentre mi accingevo a depositare un’interrogazione parlamentare al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Delrio, sottoscritta anche dai colleghi Cominelli, Di Salvo, Nardi, Piazzoni e Zan, in merito agli incredibili aumenti dei costi degli abbonamenti mensili per i pendolari dei treni Frecciarossa, Trenitalia ha annunciato nel pomeriggio di mercoledì 25 gennaio il dimezzamento degli aumenti.
Non più incrementi medi del 35% sull’abbonamento mensile, e del 20% su quello nella formula “da lunedì a venerdì”, ma aumenti rispettivamente del 17,5% e del 10%. La diminuzione del rincaro è forse il risultato della pressione esercitata da Governo, Regioni e Parlamento. Sarebbe stato certo insopportabile e ingiusto un aumento anche solo del 20%, per lavoratori che da anni non percepiscono aumenti delle proprie retribuzioni, come certificato da tutti i dati statistici del nostro Paese. Figuriamoci poi quello da 35%!
A quanto ci è dato sapere, le nuove revisioni di prezzo sono state condivise con il Ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, e sono state annunciate dall’A.D. di Trenitalia Barbara Morgante nel corso dell’incontro con la Commissione Infrastrutture, Mobilità e Governo del territorio della Conferenza delle Regioni e Province Autonome. Le revisioni di prezzo saranno in vigore con gli abbonamenti di marzo, acquistabili da metà febbraio. I viaggiatori che hanno già acquistato il titolo di viaggio per il mese di febbraio potranno chiedere un rimborso della differenza.
A mio personale avviso nemmeno le nuove tariffe appaiono ottimali, tuttavia vanno nel senso auspicato. Accolgo pertanto con soddisfazione il provvedimento che testimonia la volontà di apertura al confronto di Trenitalia. Il caso però è ben lungi da potersi dire chiuso. Infatti il provvedimento di riduzione adottato è provvisorio e sarà sottoposto a verifica entro giugno. Per quella data Trenitalia “conferma la necessità di cercare nuove soluzioni sulla questione abbonamenti”, precisando che “tra le idee attualmente sul tavolo c’è la possibilità di inserire nel contratto di servizio alcuni collegamenti AV in orario pendolare”.
La realtà è che migliaia di lavoratori pendolari che ogni giorno devono spostarsi tra le città capoluogo di provincia o regione per motivi di lavoro, hanno dovuto assistere ad un innalzamento dei prezzi dell’abbonamento ingiustificato, rispetto ad un costo della vita ed ad un’inflazione fermi da anni. Occorrerà valutare la correttezza e congruità dei provvedimenti assunti, anche alla luce della posizione dominante della Società nel settore dei trasporti ferroviari in Italia e del fatto che il trasporto ferroviario è un servizio pubblico; al fine di concordare una tariffazione più adeguata e non penalizzante per i lavoratori.

On. Luigi Lacquaniti
Partito Democratico

2 pensieri su “Aumenti ingiustificati degli abbonamenti dei treni per i pendolari

  1. Da pendolare di vecchia data su ferrovia / autobus devo dire che i prezzi, pur importanti, fanno fatica a fare la differenza da soli. La carenza italiana è il servizio. Personalmente sarei disposto a pagare di più in cambio di reti di trasporto realmente funzionali.

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