Castelcovati (BS), violenza su una donna di 87 anni. Scarcerato il vicino di casa che si voleva castrare: la prova del DNA lo ha scagionato non è stato lui.

Sorpresa, il muratore rumeno di 32 anni arrestato agli inizi di ottobre con l’accusa di aver costretto un’anziana vicina di casa di 87 anni a consumare un rapporto sessuale, è stato liberato. Era innocente, il test del DNA lo ha scagionato. Non è stato lui. Lo scandalo in paese era stato grande, e lo sdegno unanime. Tutti parevano certi della colpevolezza. Immediate e forti le parole di condanna. Con dichiarazioni alcune volte decisamente sopra le righe. “Non merita nemmeno di essere definito una bestia”. Così aveva detto l’assessore alla Sicurezza e Immigrazione della Regione Lombardia, Simona Bordonali. “Basta attese” aveva aggiunto, “anche in Italia bisogna introdurre la castrazione chimica. I dettagli di questo episodio sono atroci. Ora basta chiacchiere, è tempo che il legislatore agisca”.
Ora che si è accertato che “la bestia” non è lui, che innocente e unico indagato ha trascorso 40 giorni in carcere, occorre che la magistratura faccia tutte le indagini del caso e che individui il vero colpevole. Ed occorre come sempre in questi casi che sia usata prudenza prima di indicare come untore un innocente e di eccitare le folle in una barbara caccia al colpevole.
Il responsabile sono certo verrà individuato e sanzionato. La sicurezza dei cittadini è una priorità da garantire, ma evitiamo di strumentalizzare ogni episodio che accade per mero tornaconto politico di parte. La dignità delle persone viene prima, molto prima.

on. Luigi Lacquaniti
Partito Democratico