Commemorazione delle vittime dell’immigrazione. No alle morti in mare. Si ai corridoi umanitari 

Oggi 3 ottobre 2016 ricorre il 3° anniversario del tragico naufragio di 368 migranti al largo di Lampedusa. Una data simbolo della tragedia dell’immigrazione. Proprio oggi a Lampedusa la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) presenterà alla stampa l’alternativa alle morti in mare: i corridoi umanitari. Portato avanti dall’inizio dell’anno attraverso il progetto Mediterranenan Hope, in collaborazione con la Tavola valdese e la Comunità di Sant’Egidio, questa “buona pratica” ha già portato in Italia per via sicura e legale 300 profughi siriani.

Interverranno il pastore Luca Maria Negro, presidente FCEI; Paolo Naso, coordinatore di “Mediterranean Hope”, e una coppia di rifugiati siriani giunti in Italia da Beirut lo scorso 16 giugno con un regolare volo di linea.

Nella chiesa di San Gerlando di Lampedusa alle 18 si terrà poi una celebrazione ecumenica co-promossa dalla parrocchia di San Gerlando, dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia e dalla Comunità di Sant’Egidio. Sarà presieduta dal parroco dell’isola don Mimmo Zambito e dal pastore Luca Maria Negro, presidente della FCEI.

Purtroppo impegni istituzionali mi impediranno di essere presente fisicamente a Lampedusa, ma aderiscono convintamente a questa commemorazione delle vittime dell’immigrazione. Dobbiamo dire no alle morti in mare, e si ai corridoi umanitari.

 On. Luigi Lacquaniti

Partito Democratico

 

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