Sicurezza e terrorismo. Non confondere chi prega con chi spara. Comunicato stampa

Si moltiplicano le iniziative atte ad aumentare il livello di sicurezza dei cittadini esposti a possibili atti di terrorismo. Un plauso particolare va all’azione delle Forze dell’Ordine e alla nostra Intelligence che fino ad ora sono riuscite a prevenire possibili attentati sul nostro territorio. Ben vengano anche le misure di rafforzamento previste dalla Prefettura di Brescia in occasione di iniziative pubbliche, con la presenza di jersey, vigilantes e transenne. E l’impiego di militari di pattugliamento. La sicurezza dei cittadini è priorità da perseguire e salvaguardare.
In questo contesto si inserisce invece come una nota grandemente stonata la richiesta della Regione Lombardia ai Sindaci, tramite l’assessora Beccalossi, di mappare e segnalare moschee, centri culturali islamici e scuole coraniche. Quasi che dal sapere dove si trovano questi luoghi, peraltro pubblici e aperti e noti a tutti quanti, dipenda la nostra sicurezza. Non è così. E’ un annuncio farsa, una battaglia inutile e preconcetta. Una caccia ai fantasmi. Nessuno dei terroristi che ha colpito in Europa, organizzato o cane sciolto che fosse, era un frequentatore delle moschee. Segue altri canali il fanatismo e il reclutamento dei terroristi.
La criminalizzazione dei luoghi di culto è una battaglia sbagliata, propagandistica e preconcetta. Non sono le moschee il problema. E’ necessario non confondere chi spara, con chi prega. Anzi, per la sicurezza fa molto di più l’immagine dei musulmani di Brescia che pregano insieme a noi per Padre Hamel che una nuova caccia alle streghe.
I terroristi vogliono una nuova guerra santa. Non l’avranno, non la devono avere.

On. Luigi Lacquaniti
Partito Democratico