Patrimonio abitativo del Ministero della Difesa. Tutelare le vedove, i figli e i familiari dei militari deceduti. Presentata un’interrogazione parlamentare. Comunicato stampa

Il Piano annuale di gestione del patrimonio abitativo in dotazione al Ministero della Difesa prevede categorie protette “meritevoli di tutela” quali “gli utenti il cui nucleo familiare convivente comprenda un portatore di handicap, i coniugi superstiti, o altro familiare convivente, del personale dipendente deceduto in servizio e per causa di servizio”.
Possono, inoltre, mantenere la conduzione i coniugi divorziati, ovvero legalmente separati e, per un periodo inderogabile di cinque anni i figli e nipoti di personale militare e civile della Difesa.
A tali categorie si applica il canone “più favorevole all’utente”, fatti salvi gli adeguamenti annuali effettuati sulla base degli indici ISTAT.
Il Comando Forze di Difesa Interregionale, Nord di Padova, e il Comando Capitale, dal mese di aprile, hanno posto in essere iniziative ingiustificatamente lesive nei confronti delle predette categorie protette.
Come se fossero venute meno le condizioni “meritevoli di tutela” sono state inviate centinaia di lettere in cui sono stati chiesti l’applicazione dei canoni di mercato ed il rilascio degli alloggi, colpendo perfino i portatori di grave handicap e chiedendo in alcuni casi il recupero coatto.
Ritenendo tali azioni ingiustificate e lesive dei diritti riconosciuti delle “categorie protette” prima menzionate, questa mattina ho presentato una interrogazione parlamentare al Ministro della Difesa Roberta Pinotti, sottoscritta oltre che da me, anche dai colleghi Paola Boldrini, Carra, Carrozza, Cominelli, Cova, Di Salvo, Fedi, Fusilli, Lavagno, Pini, Ribaudo, Sberna, Zanin, Fusilli, Rossi, per sapere se il Ministro sia a conoscenza dei fatti esposti, e quali iniziative sono state assunte da chi deve controllare i comandi locali al fine di ottenere la revoca dei provvedimenti intrapresi dal Comando Capitale e dal Comando Forze di Difesa Interregionale Nord di Padova.

On. Luigi Lacquaniti
Partito Democratico


Interrogazione a risposta scritta
Al Ministro della Difesa

Per sapere – premesso che:
il Piano annuale di gestione del patrimonio abitativo in dotazione al Ministero della Difesa per gli anni 2012-2013, stabilito con Decreto Ministro della Difesa del 7 maggio 2014, e il Piano annuale di gestione del patrimonio abitativo in dotazione al Ministero della Difesa per l’anno 2014, stabilito con Decreto Ministro della Difesa del 24 luglio 2015, prevedono (art.2, comma 1) categorie protette “meritevoli di tutela” quali “gli utenti il cui nucleo familiare convivente comprenda un portatore di handicap, accertato…. ovvero i coniugi superstiti, o altro familiare convivente, del personale dipendente deceduto in servizio e per causa di servizio”;
a tali categorie dietro istanza si applica, art.2 comma 2 Decreto del 7 maggio 2014, il canone “più favorevole all’utente”, fatti salvi gli adeguamenti annuali effettuati sulla base degli indici ISTAT;
“Possono, inoltre, mantenere la conduzione i coniugi superstiti non legalmente separati né divorziati, nonché i coniugi di personale militare e civile della Difesa titolare di concessione di alloggi di servizio che siano divorziati, ovvero legalmente separati e, per un periodo inderogabile di cinque anni i figli e nipoti di personale militare e civile della Difesa concessionario originario di alloggi di servizio” (art.4, comma 2 e 3 Decreto 7 maggio 2014);
il Comando Forze di Difesa Interregionale Nord di Padova, e il Comando Capitale, dal mese di aprile, hanno posto in essere iniziative ingiustificatamente lesive nei confronti delle predette categorie protette, “meritevoli di tutela”;
tali iniziative, sottraggono i benefici già riconosciuti dallo stesso Comando a seguito dell’Istanza prodotta dai conduttori sulla base degli allegati C e D del Decreto Ministeriale come se fossero venute meno le condizioni meritevoli di tutela;
tra le famiglie colpite da tali iniziative, rientrano perfino i portatori di grave handicap di cui alla legge 104 art.3 comma 3;
gli stessi conduttori, contemporaneamente alla cancellazione “delle condizioni eccezionali di deroga” previste dal Decreto del 7 maggio 2014, si sono visti applicare i canoni di mercato di cui al Decreto del 16 marzo 2011 (con obbligo di rilascio);
il Comando Forze di Difesa Interregionale Nord ha una competenza per la gestione degli alloggi di servizio su Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige e Emilia Romagna; il Comando Capitale su Roma e tutto il Lazio, e le lettere inviate ammontano a diverse centinaia;
contemporaneamente sono state inviate anche numerose lettere di recupero coatto senza presumibilmente tenere conto “di contemperare tali azioni con la capacità tecnico/amministrativa di procedere al ripristino/utilizzo degli alloggi liberati per una nuova utenza con titolo”, secondo quanto disposto dallo Stato Maggiore della Difesa per evitare un danno economico alla stessa Amministrazione della Difesa;
ritenendo tali azioni ingiustificate e lesive dei diritti riconosciuti delle “categorie protette” prima menzionate, quali vedove, portatori di handicap, figli, nipoti, conviventi, di personale militare e civile della Difesa concessionario originario di alloggi di servizio;
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti, e quali iniziative sono state assunte da chi deve controllare i comandi locali al fine di ottenere la revoca dei provvedimenti intrapresi dal Comando Capitale e dal Comando Forze di Difesa Interregionale Nord di Padova.

LACQUANITI, PAOLA BOLDRINI, CARRA, CARROZZA, COMINELLI, COVA, DI SALVO, FEDI, FUSILLI, LAVAGNO, PINI, RIBAUDO, PAOLO ROSSI, SBERNA, ZANIN