Impugnata dal Governo la cosiddetta Legge antimoschee del Veneto. Ora deciderà la Consulta. Comunicato stampa

Il 31 maggio il Consiglio dei Ministri ha deliberato di impugnare difronte alla Corte Costituzionale la Legge della Regione Veneto n. 12/2016, la cosiddetta legge regionale antimoschee. E’ la risposta positiva del Governo all’interpellanza, mia e del collega on. Khalid Chaouki, presentata il 15 aprile al Ministero dell’Interno e all’analoga interpellanza urgente dell’on. Gessica Rostellato, pure a mia firma e presentata al Governo in Aula, dalla Rostellato e da me, lo scorso 13 maggio.

La legge titolata “Modifica della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio” e successive modificazioni”, si riferisce all’edificazione di nuovi luoghi di culto che vengono relegati in periferia, e possono essere sottoposti a referendum tra i residenti.

Il governo contesta la normativa regionale in quanto in contrasto con l’art.3 della Costituzione “Tutti i cittadini… sono uguali davanti alla legge… senza distinzione di religione”; con l’art.8 “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge”; con l’art. 19 “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa, in qualsiasi forma, individuale o associata…”

Siamo certi che la Corte, così come accaduto con l’analoga legge della Lombardia, certificherà l’incostituzionalità della legge del Veneto. La libertà religiosa e il diritto di esercitarla in luoghi appropriati di culto è scritta nella nostra Costituzione. Non si può cancellare con una legge regionale.

On. Luigi Lacquaniti
Partito Democratico