Cartelli identitari di Pontoglio, il Ministro delle Infrastrutture conferma: sono incostituzionali e illegali, sono da togliere

Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. Il caso del Sindaco uscente di Pontoglio Seghezzi sotto questo profilo è esemplare.
Noi lo avevamo detto e segnalato al Ministero degli interni con un’interpellanza il 21 dicembre assieme a 16 colleghi parlamentari. Quei cartelli con scritto “paese a cultura Occidentale e di profonda tradizione Cristiana. Chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene” sono incostituzionali e vanno rimossi.
Il Prefetto di Brescia lo aveva a noi confermato personalmente il 5 di gennaio: i cartelli sono illegali, non corrispondono al codice della strada e vanno rimossi. E in tal senso aveva scritto al Sindaco invitandolo a procedere alla rimozione.
Ma il Sindaco, per propaganda elettorale, non ha voluto ascoltare. Così oggi, come previsto, si trova con una lettera del Ministero delle Infrastrutture indirizzata anche alla Prefettura, alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti regionale, che conferma come quei cartelli non rispettano i principi costituzionali e nemmeno quelli stradali e diffida l’Amministrazione di Pontoglio a rimuoverli entro il 28 maggio, chiarendo che in caso di inadempienza, seguirà un’ingiunzione esecutiva e i costi della rimozione verranno addebitati al Comune.
In sostanza: noi avevamo ragione; al Governo va dato atto di avere fatto la sua parte; un Sindaco non può agire al di fuori della legalità e contro la Costituzione. Resta il danno economico subito dalle Istituzioni e soprattutto dalla Comunità di Pontoglio per il denaro sprecato dal Sindaco.

On. Luigi Lacquaniti
Partito Democratico