Caso Regeni: com’è possibile che le Ferrovie dello Stato promuovano sconti per invitare i turisti ad andare in Egitto oggi? Depositata un’interrogazione al Ministro dei Trasporti

Nei primi giorni di aprile nelle mail di tutti gli iscritti al programma fedeltà Trenitalia, o iscritti al sito internet di Trenitalia, è giunta una mail in cui la società ferroviaria controllata dallo Stato Italiano pubblicizza uno sconto del 10% riservato ai possessori di CartaFreccia, per viaggi su tutte le destinazioni coperte della compagnia area di bandiera Egyptair, invitando gli italiani a scoprire l’Africa e l’Estremo Oriente con Egyptair e CartaFreccia.
Giulio Regeni è scomparso il 25 gennaio scorso al Cairo in circostanze che la Farnesina ha definito subito “misteriose”, e che dal ritrovamento del suo cadavere barbaramente torturato si sono susseguite varie ipotesi sulla sua morte, ma finora non è emersa nessuna verità.
L’Italia l’8 di aprile, dopo l’esito nullo degli incontri con la delegazione di magistrati egiziani a Roma, ha deciso formalmente di richiamare per consultazioni l’ambasciatore al Cairo. Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Paolo Gentiloni riferendo in Senato sul caso Regeni ha ribadito per conto del Governo: “Se non ci sarà un cambio di marcia, il governo è pronto a reagire adottando misure immediate e proporzionate”, e “per ragioni di Stato non permetteremo che sia calpestata la dignità dell’Italia”.
Come è possibile allora che mentre l’Italia si appresta a intraprendere nuove iniziative di pressione nei confronti dell’Egitto la società Trenitalia pubblicizzi sconti da parte della Egyptair stipulando una apposita convenzione?
Ho presentato al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti una interrogazione, per sapere se il Ministro non ritenga che vista la situazione attuale dei rapporti istituzionali tra Italia ed Egitto non sia inopportuno pubblicizzare sconti da parte della Egyptair sulla base di una convenzione con TrenItalia nel momento in cui lo Stato Italiano è impegnato ad adottare tutte le misure “immediate e proporzionate” di pressione sull’Egitto, affinché collabori pienamente nel raggiungimento della verità sull’omicidio Regeni.
E se non ritenga che sia opportuno chiedere a Trenitalia di bloccare immediatamente la campagna pubblicitaria e di sospendere la convenzione promossa, inopportuna nei tempi proposti e offensiva verso la memoria di Giulio Regeni e la dignità dell’Italia stessa.
Assieme a me primo firmatario, hanno sottoscritto l’interrogazione anche i deputati Titti Di Salvo, Fabio Lavagno e Martina Nardi.

On. Luigi Lacquaniti
Partito Democratico

Interrogazione a risposta in Commissione
Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Per sapere – premesso che:

lo studente italiano Giulio Regeni è scomparso il 25 gennaio scorso al Cairo in circostanze che la Farnesina ha definito subito “misteriose” e che dal ritrovamento del suo cadavere, il 3 febbraio, ad oggi si sono susseguite varie ipotesi sulla sua morte, ma finora non è emersa nessuna verità;

il Parlamento Europeo in seduta plenaria l’11 marzo ha approvato a larghissima maggioranza con 588 sì, 10 no, e 59 astenuti una risoluzione bipartisan presentata da tutti i gruppi (tranne lo Efn di Le Pen e Salvini) che “condanna con forza la tortura e l’assassinio del cittadino europeo Giulio Regeni” in Egitto e “chiede” al Cairo di “fornire alle autorità italiane tutti i documenti e le informazioni necessarie” per l’inchiesta sottolineando con “grave preoccupazione” che il caso Regeni “non è un incidente isolato”;

il 5 aprile il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha dichiarato: “Noi ci fermeremo solo davanti alla verità vera, lo dobbiamo a Giulio, alla sua famiglia e anche a tutti noi. La nostra è una presa di posizione chiara, secca e forte. Noi pensiamo e speriamo che l’Egitto possa collaborare con i nostri magistrati, abbiamo la disponibilità a vedere le carte insieme e che la verità sia trovata”;

il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Paolo Gentiloni riferendo in Senato lo stesso giorno sul caso Regeni ha ribadito per conto del Governo: “Se non ci sarà un cambio di marcia, il governo è pronto a reagire adottando misure immediate e proporzionate”, e “Per ragioni di Stato non permetteremo che sarà calpestata la dignità dell’Italia”;

l’8 di aprile dopo l’esito nullo degli incontri con la delegazione di magistrati egiziani a Roma, Italia ha deciso formalmente di richiamare per consultazioni l’ambasciatore al Cairo Maurizio Massari;

ad oggi l’Italia si appresta a intraprendere nuove iniziative di pressione nei confronti dell’Egitto per far luce sul caso Regeni a seguito delle consultazioni tra il Ministro degli Affari Esteri Paolo Gentiloni e l’ambasciatore al Cairo Maurizio Massari che si sono già incontrati per una “prima valutazione” delle nuove misure da adottare;

in data odierna 13 aprile, nelle mail di diversi cittadini italiani, di tutti gli utenti iscritti al programma CartaFreccia di TrenItalia, e di tutti coloro che a vario titolo hanno accettato di ricevere comunicazioni commerciali di Trenitalia, è giunta una mail massiva inviata da Trenitalia in cui la società ferroviaria controllata dallo Stato Italiano pubblicizza uno sconto del 10% riservato ai possessori di CartaFreccia per viaggi su tutte le destinazioni coperte della compagnia area di bandiera Egyptair invitando gli italiani a scoprire l’Africa e l’Estremo Oriente con Egyptair e CartaFreccia;

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti, se non ritenga che vista la situazione attuale dei rapporti istituzionali tra Italia ed Egitto per la vicenda della tortura e dell’assassinio del giovane Giulio Regeni non sia un grave errore pubblicizzare sconti da parte della Egyptair sulla base di una convenzione con TrenItalia, società controllata dallo Stato Italiano, nel momento in cui lo stesso è impegnato ad adottare tutte le misure “immediate e proporzionate” di pressione sull’Egitto affinché collabori pienamente nel raggiungimento della verità sull’omicidio Regeni; se non ritenga che sia opportuno chiedere a Trenitalia di bloccare immediatamente la campagna pubblicitaria prima citata e di sospendere la convenzione promossa, inopportuna nei tempi proposti e offensiva verso la memoria di Giulio Regeni e la dignità dell’Italia stessa.

LACQUANITI – DI SALVO – LAVAGNO – NARDI