No alla nuova Legge “antimoschee” del Veneto. Il diritto di culto appartiene a tutti. Presentata oggi in sala stampa della Camera un’interpellanza dei deputati Lacquaniti e Chaouki per chiedere al Governo d’impugnare la Legge di fronte alla Corte Costituzionale

Questa mattina mercoledì 20 aprile è stata presentata alla stampa un’interpellanza parlamentare, presentata dai deputati Luigi Lacquaniti e Khalid Chaouki, indirizzata al ministro dell’Interno per contrastare la nuova legge anti moschee del Veneto.

Alla conferenza sono intervenuti:

Luigi Lacquaniti, deputato PD e primo depositario dell’interpellanza parlamentare, che introducendo l’incontro ha ricordato come la Regione Veneto abbia approvato un provvedimento che, dietro la facciata della regolamentazione del territorio e del paesaggio, in realtà ripropone la pessima legge anti moschee già presentata dai colleghi lombardi e clamorosamente bocciata dalla Corte Costituzionale.
Un provvedimento che viola i diritti alla libera professione dei culti religiosi, imponendo delle limitazioni a partire dalle norme urbanistiche. Viziato da un pregiudizio ideologico, come rivendicato pubblicamente dall’assessore leghista, quasi che la sicurezza e la guerra al terrorismo siano legati al negare alle persone il diritto di pregare;

il prof. Roberto Zaccaria, docente di Diritto Costituzionale all’Università di Firenze, che ha evidenziato come in mancanza di una legge nazionale sulla libertà religiosa, costituzionalmente garantita ma regolamentata solo dalla legge sui culti ammessi del lontano 1929, fioriscano le “leggi propaganda regionali”. E ha sottolineato come la normativa introdotta dal Veneto sia discriminante e discrezionale. Ma “laddove c’è il diritto, non ci deve essere discrezionalità”. E ha concluso affermando che “è indispensabile l’intervento della Corte Costituzionale”;

Mohsen Khochali, presidente della comunità islamica di Verona, una voce del territorio interessato, che ha ricordato gli sforzi in favore dell’integrazione che la comunità islamica sta compiendo insegnando la cultura e i valori italiani, ai giovani in particolare e a tutti i componenti la comunità. Ma “lo Stato dovrebbe cercare l’armonia, non indicare con un dito quelli che sono diversi, ci sentiamo discriminati e sotto accusa. C’è un clima brutto”;

Luca Maria Negro, Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia ha ricordato come questa legge, per comodità definita contro le moschee, sia in realtà un provvedimento contro tutte le confessioni religiose. “E’ una legge sbagliata, che aumenterà la ghettizzazione delle minoranze religiose”. In particolare delle confessioni degli immigrati, prive di una convenzione con lo Stato. E’ una “scelta miope e irrazionale basata sul pregiudizio, che mina la convivenza”.
Non ha potuto partecipare l’on. Khalid Chaouki impegnato in missione.
La legge stabilisce 60 giorni di tempo per impugnare il provvedimento difronte alla Corte Costituzionale. E sono annunciati in merito anche altri provvedimenti ispettivi al Governo da parte di diversi parlamentari del Veneto.

On. Luigi Lacquaniti
Partito Democratico


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