Entrano nel vivo i lavori della Commissione d’inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie da esposizione a uranio impoverito

Nell’audizione odierna della Commissione d’inchiesta sull’uso e gli effetti dell’uranio impoverito, ho chiesto maggiori spiegazioni al Direttore generale della previdenza militare e della leva, quanto alla dichiarata esclusione del linfoma di Hodgkin fra le cause di servizio. Non sono d’accordo con questa esclusione che ritengo arbitraria, ma non essendo un medico legale ho appunto chiesto maggiori spiegazioni. Dopo l’audizione del professor Trenta, che la scorsa settimana si era mostrato reticente quanto al ruolo delle nanoparticelle da uranio impoverito nell’insorgenza delle malattie dei nostri militari, con l’audizione di ieri di militari ammalati e familiari di militari deceduti, e con l’audizione odierna, i lavori della Commissione d’inchiesta sono ormai nel vivo. Come ha dichiarato il capogruppo del PD nella Commissione d’inchiesta Diego Zardini, “nessuna reticenza può impedirci di svolgere il nostro ruolo, lavoreremo assieme per ricostruire la fiducia tra istituzioni e cittadini, tra Stato e militari: il patto deve essere chiaro. Il nostro impegno è che questa sia l’ultima commissione di inchiesta su questi temi, perché saremo stati capaci di far luce sui fatti, senza intenti punitivi, ma per ottenere giustizia e garantire salute e sicurezza a tutti i cittadini e lavoratori come previsto dall’art. 32 della Costituzione Italiana”.