L’Espresso sulla mia interrogazione: il naturismo e le conseguenze paradossali delle depenalizzazioni

Questo articolo dell’Espresso che rilancio oggi, è stato pubblicato lo scorso lunedì. L’articolo si occupa dell’interrogazione che ho depositato, in merito alle conseguenze paradossali che le depenalizzazioni rischiano di produrre a quanti praticano il naturismo. Ma lunedì era il giorno del cordoglio nazionale per la tragica morte in terra di Spagna delle nostre studentesse dell’Erasmus. Così ho atteso il giorno successivo per rilanciarlo: qualcuno non avvezzo a cosa sia veramente il naturismo, avrebbe potuto intenderlo come una leggerezza, una mancanza di rispetto.
Martedì tuttavia, sul treno che mi conduceva a Roma, mi raggiungevano le drammatiche notizie di Bruxelles: era il momento per altri commenti, e per replicare agli strilli d’isteria che in Lombardia avrebbero preso a pretesto quei fatti drammatici, che pure reclamano indagini accurate e punizioni esemplari, per dar sfogo al più bieco razzismo, a quel cuore di tenebra che taluni politici nostrani sono dediti coltivarsi con cura.
L’articolo dell’Espresso presenta puntualmente il problema in cui rischiano d’incorrere quanti praticano il naturismo nel nostro Paese, a seguito delle depenalizzazioni che abbiamo approvato e che invece avrebbero dovuto favorirli. Una conseguenza paradossale e inattesa. Tuttavia con la mia interrogazione al Ministro della Giustizia e da interlocuzioni avute col Governo, ritengo che dovremmo riuscire a trovare una soluzione.
Prima di questa interrogazione vi era stata la mia mozione sul rilancio del turismo in Italia, che anche al naturismo dedicava un capitolo, e che fu approvata dall’Aula di Montecitorio all’unanimità, col parere favorevole del Governo a tutti gli impegni elencati.
Prima ancora la mia proposta di legge che organicamente vorrebbe arrivare a un riconoscimento del naturismo, che da troppo tempo attende in questo Paese, con un’attenzione specifica al rilancio del turismo che pure da questo settore può arrivare. L’articolo dell’Espresso molto puntualmente linka entrambi questi atti.
Sono almeno 30 milioni i naturisti censiti in Europa, ma è una stima al ribasso che non considera quanti praticano il naturismo senza essere iscritti alle associazioni e alle federazioni nazionali. E si può intuire notevole il fatturato che il nostro comparto turistico perde ogni anno, semplicemente per l’assenza di un riconoscimento e di una disciplina del naturismo, fatturato che rimane appannaggio degli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e che invece hanno riconosciuto e disciplinato questa pratica da molto tempo.
Ho ringraziato il giornalista dell’Espresso per l’attenzione mostrata e per non aver ridicolizzato il tema, come invece aveva fatto un articoletto apparso un anno fa, sul supplemento del Venerdì di Repubblica. Chi conosce veramente la comunità naturista e non la confonde con taluni individui che si aggirano ai suoi margini scambiando il naturismo con altre pratiche, sa che si tratta di persone che amano e rispettano profondamente la natura. Persone, singoli, intere famiglie, molto socievoli, accoglienti, grandi chiacchieroni, amano le pratiche sportive all’aria aperta, coltivano l’amicizia, la pace, la nonviolenza, e chiedono alle Istituzioni giustizia sociale e legalità. Alcuni di loro, i più anziani, scoprirono il naturismo tanto tempo fa, come stile di vita alternativo, all’epoca delle comuni che si costituirono all’indomani del ’68. La maggior parte l’ha scoperto più tardi, nei decenni successivi. I più giovani sono stati educati al naturismo dai genitori e crescendo l’hanno scelto essi stessi liberamente.
«Lei è naturista?», mi ha chiesto il giornalista. Gli ho risposto di no, ho avuto troppe poche esperienze di questo tipo per potermi considerare tale, e adesso il tempo libero che mi rimane è davvero poco. Chissà in futuro… Però «sono sensibile ai temi che riguardano la libertà delle persone», e il naturismo è una delle più belle esperienze di libertà che si possa fare: libertà dalle convenzioni e dalle classi sociali.
Passione per la libertà dunque, amore per la natura e per la vita all’aria aperta, amicizia, dialogo, affabilità, gentilezza, condivisione: il naturismo è fatto di tutto questo. E questo glossario di parole belle diventa un augurio che vi faccio, al termine di una settimana tanto difficile e tanto drammatica, e alla vigilia della Pasqua cristiana e della Speranza assoluta che essa conduce. Io sono convinto che il futuro che ci attende sarà bellissimo. Ovviamente dipende da noi renderlo tale.

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DI PAOLO FANTAUZZI

3 pensieri su “L’Espresso sulla mia interrogazione: il naturismo e le conseguenze paradossali delle depenalizzazioni

  1. Condivido il suo articolo e desidero sottolineare che il naturismo che vuole il rispetto di sé stessi del prossimo e della natura fa sì che sia accentuato questo valore che, come si vede in giro, è ad un livello troppo basso essendo elevata nella nostra società la scarsa solidarietà (di solito solo tante parole) per chi ha bisogno a vari livelli e le molteplici piccole e grandi ruberie.

  2. Mi auguro, come lei afferma, si possa al più presto, includere il naturismo come NON REATO, nelle spiagge frequentate abitualmente da coloro che lo vivono in tranquillità e consapevolezza. Dopo lunghissimi anni di attesa, sarebbe un bel raggiungimento per il nostro paese.
    Ci sono spiagge oramai virtualmente ufficiali, con casi di assoluzione dei Giudici, ma questo non basta, se non esiste una copertura legislativa in merito.
    Sarebbe un bel passo avanti per il nostro turismo, che ci vede ancora ultimi in Europa.
    La ringrazio per il suo impegno.
    Auguri
    Alessandro Nagni

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