Interrogazione parlamentare al Ministro della giustizia. Naturismo: non si ritorni a sanzionare pratiche riconosciute ormai come lecite

In data 6 febbraio 2016 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 8/2016 con il quale sono depenalizzati e trasformati in illeciti amministrativi una serie di reati considerati di minor allarme sociale, tra cui tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda. Si ritiene che l’applicazione di una sanzione amministrativa avrà un effetto dissuasivo maggiore rispetto alla minaccia di un processo destinato spesso a cadere nel nulla. Tra le fattispecie depenalizzate, con gli obiettivi di deflazionare il sistema penale data la scarsa offensività degli illeciti previsti, è compresa quella degli atti contrari alla pubblica decenza (art. 726 c.p.).
Per diversi anni l’art. 726 è stato utilizzato per sanzionare la pratica del Naturismo, ma la sentenza della Corte di Cassazione n.3557 del 2000 afferma che il Naturismo non sia assolutamente da considerare indecente, se praticato in luoghi adatti. Così il testo: “E’ evidente che non può considerarsi indecente, ad esempio, la nudità integrale …. di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata”.
La depenalizzazione degli atti contrari alla pubblica decenza rappresenta apparentemente un passo avanti per il Naturismo, ma rischia in realtà di trasformarsi in un boomerang: prima infatti gli atti contrari alla pubblica decenza erano un reato contravvenzionale, punito con ammenda. Il Pubblico Ministero spesso, se il fatto avveniva in una zona pacificamente dedita a naturismo, pur non regolamentato, richiedeva al Giudice l’archiviazione. Ora, oltre ad aver considerevolmente alzato la pena pecuniaria, l’ente che irroga la sanzione ha tutto l’interesse, per fare cassa, a non archiviare la posizione, tramutando in questo modo la depenalizzazione in una beffa.
Il naturismo è un movimento nato in opposizione al degrado della vita urbana, che persegue pratiche di vita all’aria aperta e, nel rispetto della persona e dell’ambiente circostante, utilizza il nudismo in armonia con la natura.
In Italia, paese nel quale non esiste una legge che regolamenti su tutto il territorio nazionale nudismo, i naturisti si stimano siano circa 500.000. Mentre il numero di naturisti in Europa è attestato intorno ai 20 milioni di praticanti censiti. Nei paesi Europei il naturismo ricopre una parte consistente del turismo estivo; nella sola Francia viene valutato circa un 20%. Il naturismo è ben presente in Spagna, Croazia, Grecia e Portogallo e poi i paesi del Centro e Nord Europa come l’Austria, la Svizzera, la Germania, il Belgio, l’Olanda, l’Ungheria, la Danimarca, la Gran Bretagna.
Si calcola che almeno due milioni di naturisti potrebbero ogni anno venire in Italia a trascorrere le loro vacanze se vi fosse una legge che non li sanzionasse: il giro d’affari potrebbe essere di almeno 1 miliardo di euro l’anno; contrastandolo si sottraggono importanti entrate economiche al nostro Paese.
Per tutto questo oggi ho presentato un’interrogazione parlamentare con risposta immediata in Commissione Giustizia al Ministro di Andrea Orlando, per sapere se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti, se non ritenga che a seguito dell’applicazione del decreto legislativo n.8/2016 di depenalizzazione di alcuni reati non si sortisca il risultato del tutto paradossale di raggiungere l’effetto contrario alla penalizzazione, e cioè di abbandonare una giurisprudenza comunemente applicata oramai favorevole alla cultura naturista, ritornando a sanzionare gravemente pratiche oggi riconosciute come lecite, diffuse e da sostenere, anche per il considerevole indotto economico Turistico in grado di apportare al Paese, e quali iniziative di sua competenza intenda intraprendere per chiarire le modalità e modularità di applicazione delle sanzioni economiche, riferite agli atti contrari alla pubblica decenza, in maniera da non colpire indebitamente i praticanti il Naturismo.
Il testo di cui sono primo firmatario è stato sottoscritto anche dai colleghi Alessandro Zan e Gessica Rostellato.

On. Luigi Lacquaniti
Partito Democratico

Interrogazione a risposta immediata in Commissione
Al Ministro della Giustizia

Per sapere – premesso che:

In data 6 febbraio 2016 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 8/2016 con il quale sono depenalizzati e trasformati in illeciti amministrativi una serie di reati considerati di minor allarme sociale, tra cui tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda previsti al di fuori del codice penale ed una serie di reati presenti invece nel codice penale, con esclusione dei reati previsti dalla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ambiente territorio e paesaggio, sicurezza pubblica, giochi d’azzardo e scommesse, armi, elezioni e finanziamento ai partiti;

la depenalizzazione persegue gli obiettivi di deflazionare il sistema penale: data la scarsa offensività degli illeciti, si ritiene che l’applicazione di una sanzione amministrativa in tempi rapidi e certi avrà un effetto dissuasivo maggiore rispetto alla minaccia di un processo penale destinato spesso a cadere nel nulla;

tra le fattispecie depenalizzate previste nel codice penale è compresa quella degli atti contrari alla pubblica decenza (art. 726 c.p.);

per diversi anni l’art. 726 è stato utilizzato per sanzionare la pratica del Naturismo, ma la sentenza della Corte di Cassazione n.3557 del 2000 afferma che il Naturismo non sia assolutamente da considerare indecente, se praticato in luoghi adatti. Così il testo: “E’ evidente che non può considerarsi indecente, ad esempio, la nudità integrale di un modello o di un artista in un’opera teatrale o cinematografica, ovvero in un contesto scientifico o didattico, o anche di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata, mentre invece suscita certamente disagio, fastidio, riprovazione chi fa mostra di sé, ivi compresi gli organi genitali, in un tram, in strada, in un locale pubblico, o anche in una spiaggia frequentata da persone normalmente abbigliate.”;

la depenalizzazione degli atti contrari alla pubblica decenza con trasformazione in illecito amministrativo, apparentemente un passo avanti per il Naturismo, rischia in realtà di trasformarsi in un boomerang con maggiori pregiudizi in capo ai Naturisti;

prima infatti gli atti contrari alla pubblica decenza erano un reato contravvenzionale, punito con ammenda. Questo significa che, ricevuta la notizia di reato, il Pubblico Ministero spesso, se il fatto avveniva in una zona pacificamente dedita a naturismo, pur non regolamentato, richiedeva al Giudice l’archiviazione;

ora, con la trasformazione in illecito amministrativo, che scatta automaticamente, oltre ad aver considerevolmente alzato la pena pecuniaria e reso più difficile per chi colpito dalla sanzione opporvisi, l’ente che irroga la sanzione è il Comune, con tutto l’interesse, per fare cassa, a non archiviare la posizione, tramutando in questo modo la depenalizzazione in una beffa;

Il naturismo è un movimento nato in opposizione al degrado della vita urbana, che persegue pratiche di vita all’aria aperta e, nel rispetto della persona, della natura e dell’ambiente circostante, utilizza il nudismo come forma di sviluppo della salute fisica e mentale, in armonia con la natura;

il numero di naturisti in Europa è attestato intorno ai 20 milioni di praticanti. In Italia, paese nel quale non esiste una legge che regolamenti il nudismo, i naturisti si stimano siano circa 500.000;

diverse sono in questi anni le regioni che hanno approvato una legge in materia: Emilia Romagna, Abruzzo, Veneto; nel 2015 la Regione Lombardia ha riconosciuto nella legge regionale sul turismo la pratica del naturismo;

nei paesi, Europei il naturismo ricopre un importante settore del turismo estivo; nella sola Francia viene valutato circa un 20% del turismo estivo. Spagna, Croazia, Grecia e Portogallo e poi i paesi del Centro e Nord Europa come l’Austria, la Svizzera, la Germania, il Belgio, l’Olanda, l’Ungheria, la Danimarca, la Gran Bretagna, sono tutte nazioni nelle quali il naturismo è ben presente;

per quanto riguarda i dati economici si possono solo fare delle ipotesi: se si calcola che almeno due milioni di naturisti potrebbero ogni anno venire in Italia a trascorrere le loro vacanze se vi fosse una legge che non li sanzionasse il giro d’affari potrebbe essere di almeno 1 miliardo di euro l’anno;

si consideri quindi, oltre lo spreco di risorse volte a reprimere il fenomeno del naturismo, il numero elevato di famiglie con bambini che, intendendo praticare il naturismo, si rivolgono ad altri Paesi Europei come mete turistiche, sottraendo importanti entrate economiche al nostro Paese;

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti, se non ritenga che a seguito dell’applicazione del decreto legislativo n.8/2016 di depenalizzazione di alcuni reati non si sortisca il risultato del tutto paradossale di raggiungere l’effetto contrario alla penalizzazione, e cioè di abbandonare una giurisprudenza comunemente applicata oramai favorevole alla cultura naturista, ritornando a sanzionare gravemente pratiche oggi riconosciute come lecite, diffuse e da sostenere, anche per il considerevole indotto economico Turistico in grado di apportare al Paese, e quali iniziative di sua competenza intenda intraprendere per chiarire le modalità e modularità di applicazione delle sanzioni economiche, riferite agli atti contrari alla pubblica decenza, in maniera da non colpire indebitamente i praticanti il Naturismo.

LACQUANITI, ZAN, ROSTELLATO

8 pensieri su “Interrogazione parlamentare al Ministro della giustizia. Naturismo: non si ritorni a sanzionare pratiche riconosciute ormai come lecite

  1. Grazie On.Lacquaniti per la presentazione dell’interpellanza che spero abbia una rapida e positiva risposta per il rispetto civile della minoranza naturista che non dovrebbe mancare in un paese civile .
    A Lido di Dante (RA) sulla spiaggia della Bassona normalmente con l’inizio della primavera il natirsmo inizia a praticarsi.
    Io avevo chiesto info in Prefettura tramite e-mail ma non mi hanno dato una gran risposta.
    Anche se avevo ricordato i fatti del 2012 accaduti alla Bassona la risposta è stata solo questa:
    “In caso di contestazione è previsto ricorso al Prefetto entro 30 giorni ,ma si potrà chiedere anche la rateizzazione”.
    O, forse, ancora non sanno nemmeno loro?

    Fidenzio Laghi

    • Sig. Fidenzio, l’interrogazione è stata presentata dopo apposito contatto col Governo per avere una risposta rapida. Per lo stesso motivo ho preferito lo strumento dell’interrogazione in commissione, di solito più rapido rispetto agli altri atti di sindacato ispettivo. La speranza è che il Governo possa dare una risposta, che permetta un’interpretazione della norma, che eviti quest’estate i problemi prevedibili.

  2. L’interrogazione coglie esattamente il senso del dubbio che la recente normativa ha ingenerato tra tutti i naturisti. Rimaniamo in attesa della risposta del Governo. Grazie Onorevole LACQUANITI

  3. Il Ministro della Giustizia Orlando nella risposta potrebbe semplicemente chiarire che il nudo del naturista non è un atto contrario alla pubblica decenza ma solo uno stato e sono gli atti che sono punibili con l’attuale illecito amministrativo punibile con una sanzione minima di 5000€.

    I comuni che non desiderano la presenza naturista in tutto il territorio comunale possono riservare ad essi appositi spazi comunque sufficienti per l”esercizio della pratica naturista.

    Fidenzio Laghi

    • Sarebbe un’ottima risposta, equilibrata e che conserva la “ratio” originale della norma, che sia penale o amministrativa. Bisognerebbe suggerirgliela 🙂

  4. Per carità basta con questa questione dello “stato” che è fuorviante, quando ti spogli compi un atto……

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