8 marzo. Un luogo dove non c’è possesso né violazione, un continente governato dalla sua inaccessibilità

In bilico fra promozioni telefoniche, ore e ore di spot a tema, vagonate di mimose, quest’anno il mio augurio per l’8 marzo racconta di paesi sognati, di isole riparate, di continenti inaccessibili. Auguri, a tutte le donne.

Diversità

1
Gli uomini preferiscono un’isola
Che è inizio e fine:
Sottofondo d’onde
Alberi ricurvi.
Gli uomini preferiscono una strada
Che si snoda in cerchi, come una conchiglia
Convessa e fossilizzata
In spirali eterne.
Gli uomini preferiscono una donna
Tersa nel sole
Tenuta come conchiglia
Nel riparo di un’isola…
Gli uomini preferiscono un’isola.

2
Ma io sono un continente,
Spazio
Dalle vette agli abissi:
Dai campi di salvia, dalle fratte, dalle paludi
Al fondo del mare.
Mostratemi un frutteto dove non abbia dormito,
Una cavità dove non mi sia avvolta
Nella salvia, e in alto, silenziose
Stelle a grappoli
Sul pino, sul colle dei cactus.
Ditemi di un tempo
In cui non abbia amato,
Di una montagna non scalata:
Di un campo
Che non abbia solcato con la mia lingua,
Nutrito con i bui spazi della mente;
Piantato con lacrime non versate
E mietuto come amici, come volti.
Mostratemi un vicolo cieco
Che non abbia percorso,
Un sentiero di bosco che allontana il cuore
Nel segreto sempreverde delle radici dei cedri
Oltre il più lontano raggio di sole –
Allora, nell’improvviso sfolgorio d’una radura,
Non c’è strada, né fine, né mistero.
Ma non mostratemi nulla. Conosco
Il paese che vagheggio:
Un luogo dove non c’è possesso
Né violazione:
Un continente governato
Dalla sua inaccessibilità.

****

Gli uomini preferiscono un’isola.

Dorothy Livesay