Profughi a San Colombano: chi vuole procurare allarme, chi scambia un raffreddore per TBC?

“Brescia ai Bresciani” e “Forza Nuova” che lo scorso anno hanno protestato e organizzato manifestazioni a San Colombano contro l’arrivo dei profughi, proprio non si vogliono rassegarne al fatto che dei ragazzi stranieri siano oggi ospitati presso l’albergo “Al Cacciatore” di San Colombano e che in quella comunità, a mesi dall’arrivo dei profughi, non stia accadendo nulla di grave.
La popolazione vive tranquilla, esattamente come prima dell’arrivo dei profughi. Non sta aumentando la delinquenza, non vi è incremento di furti, non stanno avvenendo stupri, non sono stati rapiti bambini.
Ecco allora che ci si inventa la notizia. Si prende un altro luogo comune, “i profughi trasmettono malattie contagiose” e si procura artificialmente allarme tra i cittadini.
Così Andrea Boscolo, leader di Brescia ai Bresciani, allontanato da Collio e San Colombano con foglio di via per tre anni a causa degli atteggiamenti non proprio pacifici tenuti durante le manifestazioni, prende carta e penna e scrive alla Sindaca di Collio il 21 febbraio, per informare che cinque ospiti dell’albergo sono stati trasferiti ad altra struttura ricettiva “per motivi sanitari, in quanto trovati positivi alla TUBERCOLOSI”, e allarma la Sindaca richiamandola al suo “obbligo di tutelare la sua comunità” soprattutto da chi “rischia di diventare pericolo per la sua comunità”.
La lettera viene resa pubblica e rilanciata in rete dalle pagine Facebook di Brescia ai Bresciani, Valtrompia Identitaria e Questa è la Valtrompia. E ovviamente allarma ancora una volta gli abitanti della Valle.
Ma è tutto falso. Non è vero nulla. Alcuni ospiti sono stati effettivamente trasferiti ad altra struttura, ma da informazioni raccolte da fonti attendibili, la causa non è da addebitarsi ad alcuna malattia. Tanto meno la Tubercolosi. I ragazzi sono sanissimi. Sono stati sottoposti agli screening medici previsti in questi casi sia al loro arrivo, sia durante la loro permanenza, sia di recente dopo il cambio di struttura. E non hanno nessuna malattia. Anche i ragazzi trasferiti vivono tranquillamente assieme ad altri ospiti.
Come avrebbe fatto il Boscolo, che deve stare lontano da Collio, a scambiare raffreddore per tubercolosi e influenza per malattie contagiose?
Ma il tema vero non è questo. Il tema vero è che qualcuno vuole procurare allarme. Qualcuno vuole per forza spaventare gli abitanti del paese, allarmarli tramite falsità e indurli ad abbracciare il cuore di tenebra del razzismo. Anche utilizzando un argomento sensibile come la salute delle persone. E la cosa è gravissima.
A quello che ci risulta gli abitanti di San Colombano possono stare tranquilli: la tubercolosi non abita e non ha abitato tra di loro.

On. Luigi Lacquaniti
Partito Democratico