Processo d’appello contro Green Hill. Pene severe per chi maltratta gli animali. Con la LAV domani mattina al presidio di fronte al Tribunale. Comunicato stampa

Il 23 febbraio si aprirà alla Corte di Appello di Brescia il processo di secondo grado ai responsabili di
Green Hill, azienda lager che allevava beagle destinati alla vivisezione a Montichiari, chiusa il 18 luglio 2012 con i sigilli posti dal Corpo forestale dello Stato.
In primo grado il Tribunale di Brescia ha condannato i responsabili e il direttore dell’allevamento a pene variabili da un anno, ad un anno e sei mesi, per i maltrattamenti e le uccisioni a sangue freddo dei cagnolini destinati alla sperimentazione.
Una sentenza sotto alcuni profili storica. Le prove sono schiaccianti. La LAV in vista del processo ha diffuso testimonianze, foto e video dei maltrattamenti subiti dai beagle veramente choccanti, a testimonianza di come si lavorava all’interno dell’allevamento di cani destinati alla sperimentazione, dove è stato accertato lo sfruttamento delle fattrici, la promiscuità degli animali, decine di animali morti soffocati dalla segatura o soppressi con iniezioni di Tanax somministrato senza pre-anestesia.
Nel «lager» di Green Hill morirono 6.023 beagle dal 2008 al 2012, contro i 98 deceduti dopo il sequestro della struttura, 3mila quelli che invece sono stati liberati e accolti da altrettante famiglie italiane.
Domani mattina, 23 febbraio, sarò presente di persona al presidio che la LAV attiverà di fronte al Tribunale di Brescia, e mi auguro che la corte d’Appello, pur nella sua legittima autonomia, confermi e se necessario rafforzi le condanne di primo grado.

On. Luigi Lacquaniti
Partito Democratico


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