La violenza non nasce mai dal dialogo sereno e dalla gioiosa convivenza. Comunicato stampa sul progetto di legge antimoschee della Regione Veneto

Anche la Regione Veneto ha predisposto una proposta di “legge antimoschee”. Pare proprio che voglia imitare nel peggio la Lombardia che, con un’analoga legge, un anno fa, ha aperto le porte alla discriminazione delle minoranze religiose, in particolare di quelle più bisognose di adeguati luoghi di culto, facendo leva proprio sul governo del territorio in materia di paesaggio, ponendo pesanti vincoli sui nuovi edifici di culto. La legge lombarda detta tutta una serie di prescrizioni apparentemente a tutela urbanistica e paesaggistica – per esempio impone per l’apertura di un nuovo luogo di culto una disponibilità di parcheggi a servizio del luogo di culto stesso, pari addirittura al 200% della superficie dell’immobile – In realtà ci si basa su deliberati formalmente di controllo dell’attività edilizia e delle trasformazioni urbanistiche, per produrre conseguenze pesanti e negative al rispetto del principio costituzionale di libertà delle confessioni religiose (art. 8). La legge della Regione Lombardia è stata oggetto un anno fa di una mia interpellanza parlamentare al Governo, a cui il Governo ha risposto impugnando la Legge lombarda davanti alla Corte costituzionale.

Seguirò attentamente l’iter della legge regionale del Veneto. Vigilerò ché non siano introdotti profili di incostituzionalità e sia leso il diritto fondamentale della libertà religiosa. Condanno fin d’ora, con forza, ogni intervento da parte del legislatore regionale veneto volto a creare disparità e ingiustizie.

L’idea in ogni caso che il rapporto con le religioni sia da impostare creando difficoltà e ostacolando la manifestazione della propria fede in appropriati e dignitosi luoghi di culto, è veramente una barbarie.

Se davvero si vuole favorire la convivenza civile e il dialogo fra culture e tradizioni differenti, con leggi di questo tipo si ottiene l’opposto, una marginalizzazione delle comunità, spinte a rinchiudersi in enclavi chiuse, il più lontano possibile dai luoghi della vita sociale, dai luoghi del confronto, situazioni queste si pericolose, potenzialmente atte a diventare brodo di cultura per estremismi di ogni tipo. La violenza non nasce mai dal dialogo sereno e dalla gioiosa convivenza.

On. Luigi Lacquaniti,
Partito Democratico