Non è rendendo difficile l’apertura di nuove moschee, che si ottiene più sicurezza. Comunicato stampa

Leggo le dichiarazioni rese oggi dalla Beccalossi, da Bordonali e Gelmini che vorrebbero rendere difficilissimo se non impossibile aprire nuove moschee in Italia e penso che proprio non ci siamo.

Leggo che il Presidente regionale Maroni avrebbe scritto al Presidente del consiglio Renzi per chiedergli di rinunciare ad opporsi, in quanto anti-costituzionale, alla legge della Regione Lombardia, la cosiddetta Legge “anti moschee”, che impedisce di fatto l’apertura di nuove moschee, oltre che nuove chiese cattoliche, nuove chiese evangeliche, nuove sinagoghe, nuovi templi non-cristiani, e rimango basito, penso che siamo proprio fuori strada e che alle strumentalizzazioni politiche non c’è fine.

Come si fa a non capire, che proprio perché la guerra di cui si parla in questi giorni è soprattutto una guerra di intelligence e di controllo del territorio, che vi è maggior sicurezza per tutti i cittadini se le moschee sono aperte, frequentate e conosciute alla luce del sole? Che vi è più sicurezza se tutto è sotto gli occhi di tutti?

O si pensa davvero che vietando l’apertura delle moschee, e quindi spingendo i credenti musulmani a ritrovarsi in clandestinità, si favorisca l’islam moderato, la sicurezza e il controllo del territorio?

Sarebbe bene su questi temi, che riguardano la sicurezza nazionale e quindi la vita di tutti i cittadini, si raccolga invece l’invito del Presidente del Consiglio ad agire uniti per il bene del Paese, lavorando davvero per la sicurezza di tutti e non per i risultati elettorali di qualcuno.

On. Luigi Lacquaniti
Partito Democratico