La mia nomina alla Commissione d’inchiesta sui casi di morte e di grave malattia per esposizione all’uranio impoverito

La Presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini mi ha chiamato a far parte della Commissione d’Inchiesta istituita per far luce sui casi di morte e di patologie insorte per esposizione all’uranio impoverito. Si tratta di casi che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, a seguito dell’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno, con particolare attenzione all’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e alla dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dall’esplosione di materiale bellico. La Camera ha istituto la Commissione con voto unanime. Si tratta della quarta Commissione promossa dal Parlamento, che tornerà a occuparsi di uranio impoverito. Ma con un’importante novità: non si indagherà più, solamente, sui casi di militari deceduti di cancro al rientro dalle missioni all’estero, ma anche di tutti quei soldati in vita, che attendono ancora gli indennizzi da parte del Ministero. Militari che hanno riportato danni permanenti che hanno pregiudicato le loro vite: tumori all’intestino, alla pelle, alle vie respiratorie, neoplasie polmonari, linfomi di Hodgkin, casi di infertilità permanente; in qualche caso purtroppo, persino “vittime terze”: i figli degli ex militari nati con gravissime anomalie. Secondo le stime di Osservatorio Militare sarebbero oltre 3.600 i nostri militari che si sono ammalati dopo aver operato in missione nei Balcani, in Iraq e in Afghanistan; e, di questi, 318 sono morti. A questi cittadini italiani, che hanno servito il Paese, l’Italia deve verità e vicinanza. Moltissimi gli elementi utili emersi dall’ultima Commissione d’inchiesta istituita dal Senato, che ha concluso i lavori nel 2013. Tuttavia finora non si è riusciti a dimostrare in maniera incontrovertibile il nesso di casualità fra l’esposizione ai proiettili all’uranio impoverito e i casi di tumore. Mi auguro che stavolta le cose vadano diversamente, per permettere il pagamento dei risarcimenti ai soldati che da troppo tempo li stanno attendendo e per rendere definitivamente giustizia ai nostri militari morti, a quelli che si sono ammalati gravemente, alle loro famiglie.

On. Luigi Lacquaniti
Partito Democratico