Appello per una legge sul “finevita”

Ci sono domande che teniamo nascoste dentro di noi e che solo per alcuni diventano invece riflessione continua o assillo quotidiano. Eppure per ognuno di noi, per chi come noi ha il privilegio di esserci e di esserci potendo pensare, scegliere, decidere, niente è più importante della nostra vita e di ciò che rimuoviamo, della nostra morte. E non è più solo la necessità, difficile per ognuno, di diventare adulti, saggi abbastanza da sapere che è la morte a rendere preziosa la vita. C’è una responsabilità in più da esercitare per le maggiori capacità che abbiamo conquistato. La medicina ha fatto progressi straordinari, di cura, di guarigione ma anche di mantenimento di funzioni vitali alle quali per molti non corrisponde però una idea di vita degna di essere vissuta.

Ce lo ha detto con grande forza chi ha avuto il coraggio di mettere la propria sofferenza a servizio di una battaglia civile per chiedere a viso aperto di tornare in possesso del proprio corpo, di veder rispettata la propria volontà quando la speranza non è più di guarigione, di poter decidere a quali trattamenti sanitari sottoporsi, di esercitare un diritto fondamentale, una libera scelta senza imporre nulla a nessun altro. Lo hanno fatto tra gli altri Piergiorgio Welby e Beppino Englaro per sua figlia Eluana, ora Max Fanelli.

Non possiamo non ascoltare, non interrogarci, non svolgere a pieno il nostro compito di parlamentari. Molte sono le proposte di legge già presentate, anche con il sostegno di decine di migliaia di cittadini ad una proposta di legge di iniziativa popolare. Ciò che sarebbe inaccettabile, “il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l’elusione di ogni responsabile chiarimento” per usare le parole del presidente Giorgio Napolitano nella sua risposta alla lettera di Piergiorgio Welby nel settembre 2006.

Il Parlamento deve occuparsi della questione del fine vita, in modo non frettoloso, ben ponderato, confrontando le opinioni diverse e raccogliendo le richieste e le speranze civili che tanti esprimono per veder rispettata la propria scelta e la propria dignità.

Su questo mettiamo il nostro impegno.

Stella Bianchi
Roberto Giachetti
Giuditta Pini
Ileana Piazzoni
Roberto Rampi
Simona Malpezzi
Gea Schirò
Daniela Gasparini
Matteo Mauri
Irene Tinagli
Ivan Scalfarotto
Silvia Fregolent
Fabrizia Giuliani
Gennaro Migliore
Davide Baruffi
Valentina Paris
Ilaria Borletti Buitoni
Alessia Morani
Giovanna Martelli
Anna Maria Carloni
Emanuele Lodolini
Irene Manzi
Miriam Cominelli
Camilla Sgambato
Sofia Amoddio
Anna Giacobbe
Delia Murer
Luisa Gnecchi
Alessandro Zan
Dario Ginefra
Fabio Lavagno
Lorenza Bonaccorsi
Ileana Argentin
Susanna Cenni
Michele Mognato
Paolo Beni
Sabrina Capozzolo
Maino Marchi
Maria Amato
Ermete Realacci
Veronica Tentori
Gianna Malisani
Micaela Campana
Patrizia Maestri
Paolo Fontanelli
Lia Quartapelle
Luisella Albanella
Giuseppe Guerini
Marco Miccoli
Maria Coscia
Gregorio Gitti
Barbara Pollastrini
Titti Di Salvo
Elisa Mariano
Martina Nardi
David Ermini
Daniela Sbrollini
Daniele Marantelli
Tea Albini
Laura Coccia
Roberta Agostini
Paola Bragantini
Dario Parrini
Mario Tullo
Paolo Gandolfi
Cesare Damiano
Lorenzo Becattini
Massimiliano Manfredi
Carlo Galli
Vittoria D’Incecco
Andrea Giorgis
Sandra Zampa
Marco Di Maio
Chiara Gribaudo
Alessia Rotta
Gianmario Fragomeli
Sergio Boccadutri
Gessica Rostellato
Luigi Lacquaniti
Laura Garavini
Tiziano Arlotti
Emanuele Cani
Siro Marrocu
Alberto Pagani
Cristina Bargero
Renzo Carella
Umberto D’Ottavio
Alessandro Bratti
Luciano Agostini
Marco Carra
Filippo Crimì
Daniele Montroni
Francesco Laforgia
Enza Bruno Bossio
Federico Massa
Elisa Simoni
Caterina Pes
Andrea Romano
Antonio Boccuzzi
Umberto Marroni
Giovanna Sanna
Antonino Moscatt
Fausto Raciti
Enzo Lattuca
Maria Grazia Rocchi
Antonella Incerti
Roberto Morassut
Laura Venittelli
Alessandro Mazzoli
Giorgio Zanin
Alessandra Terrosi