Interrogazione parlamentare ai Ministri dello sviluppo economico, e del lavoro e delle politiche sociali sulla vertenza Ikea

Ikea è una multinazionale svedese fondata da Ingvar Kamprad, con sede legale nei Paesi Bassi, presente in Italia fin dal 1989 dove ora ha 21 punti vendita, con un fatturato di 1,64 miliardi di Euro e 6.587 dipendenti (al 31 agosto 2011).
Il punto vendita di Roncadelle occupa circa 30.000 mq, è uno dei più importanti per giro d’affari del nostro Paese ed è in via di ampliamento; al termine dei lavori occuperà più di 90.000 mq.
IKEA ha aderito a Federdistribuzione, che non ha adottato il nuovo contratto nazionale del commercio rinnovato nel marzo 2015.
IKEA ha quindi unilateralmente disdetto tutti i contratti integrativi territoriali e nazionali, dopo il fallimento delle trattative tra sindacati e azienda avvenuto il 3 luglio. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno indetto per l’11 luglio un primo sciopero nazionale a cui hanno aderito quasi tutti i lavoratori interessati, l’80% secondo stime sindacali. Il 2 agosto anche i lavoratori del punto di vendita bresciano hanno aderito alle agitazioni proclamate a livello nazionale.
I contratti integrativi disdetti prevedevano un premio fisso aziendale oltre alle maggiorazioni per le giornate festive e domenicali; il premio fisso incideva del 20% sulla retribuzione dei dipendenti part-time, circa l’80% del totale, costituendone una componente necessaria per il raggiungimento di un salario minimamente adeguato; le maggiorazioni festive e domenicali davano un apporto importante ai salari, diversamente piuttosto bassi, oltre a riconoscere il disagio per i dipendenti impegnati in queste giornate normalmente deputate al riposo e alla vita personale e familiare.
Per questo ho depositato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dello sviluppo economico e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, per sapere se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative di competenza intendano intraprendere al fine di agevolare una soluzione della vertenza, per salvaguardare i già non elevati livelli salariali per i dipendenti di IKEA Italia ricostruendo in tal modo un sano rapporto tra lavoratori, sindacati e dirigenza aziendale.
Il testo, di cui sono primo firmatario, è stato sottoscritto anche dai colleghi bresciani Berlinghieri, Cominelli, e Sberna.
Non è possibile che ancora una volta siano i lavoratori a pagare le politiche aziendali di ristrutturazione, ancora di più quando si tratta di realtà in espansione e crescita.

on. Luigi Lacquaniti
Partito Democratico

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro dello sviluppo economico e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali

Per sapere – premesso che:

IKEA è un’azienda multinazionale fondata in Svezia da Ingvar Kamprad, con sede legale principale a Leida, nei Paesi Bassi, specializzata nella vendita di mobili, complementi d’arredo e altra oggettistica per la casa.

Ikea dal 1989 è presente in Italia dove ora ha 21 punti vendita, con un fatturato di 1,64 miliardi di euro e 6.587 dipendenti (al 31 agosto 2011);

il punto vendita di Brescia, ubicato nel comune di Roncadelle, occupa circa 30.000 mq, è uno dei più importanti per giro d’affari del nostro Paese ed è in via di ampliamento; al termine dei lavori, il nuovo punto di vendita occuperà più di 90.000 mq;

IKEA ha aderito a Federdistribuzione, che non ha adottato il nuovo contratto nazionale del commercio rinnovato nel marzo 2015;

IKEA ha unilateralmente disdetto tutti i contratti integrativi territoriali e nazionali, dopo il fallimento delle trattive tra sindacati e azienda avvenuto il 3 luglio, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno indetto per l’11 luglio il primo sciopero nazionale a cui hanno aderito quasi tutti i lavoratori interessati, l’80% secondo stime sindacali;

lo scorso 2 agosto anche i lavoratori del punto di vendita bresciano hanno aderito alle agitazioni proclamate a livello nazionale;

i contratti integrativi disdetti prevedevano un premio fisso aziendale oltre alle maggiorazioni per le giornate festive e domenicali;

il premio fisso incideva del 20% sulla retribuzione dei dipendenti part-time, circa l’80% del totale, costituendone una componente necessaria per il raggiungimento di un salario minimamente adeguato;

le maggiorazioni festive e domenicali davano un apporto importante ai salari, diversamente piuttosto bassi, oltre a riconoscere il disagio per i dipendenti impegnati in queste giornate normalmente deputate al riposo e alla vita personale e familiare -:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative di competenza intenda intraprendere al fine di agevolare una soluzione della vertenza, per salvaguardare i già non elevati livelli salariali per i dipendenti di IKEA Italia ricostruendo in tal modo un sano rapporto tra lavoratori, sindacati e dirigenza aziendale.

 

LACQUANITI, BERLINGHIERI, COMINELLI, SBERNA