Condizioni più severe per ottenere la concessione di ricerca d’idrocarburi anche nelle provincie di Brescia, Mantova e Cremona. Comunicato stampa

Questa mattina la Sottosegretaria del Ministero dello Sviluppo Economico Simona Vicari, ha risposto in Aula a una mia interpellanza sulle concessioni per la ricerca di idrocarburi in alcuni Comuni delle provincie di Brescia, Cremona e Mantova: un’area di complessivi di 420kmq. Nel testo mi sono soffermato anche sulla rilevanza sismica di queste attività, considerato il tragico terremoto che nel 2012 ha interessato la Pianura padana. Infatti la Commissione Ichese (International Commission on Hydrocarbon Exploration and Seismicity in the Emilia Region), commissione di esperti di rilevanza internazionale chiamata dalla Regione Emilia Romagna a studiare il fenomeno, ha escluso un rapporto causa-effetto diretto fra la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo e gli eventi sismici del 2012, ma non ha escluso che queste ricerche, per lo meno a determinate condizioni, non possano fare da innesco all’insorgere di eventi tellurici.
La mia interpellanza risale al 19 febbraio 2014 e diversi fatti ne hanno mutato il significato, come ho dato conto nell’introdurre la stessa, prima della risposta del Governo. Infatti non solo il permesso di ricerca per idrocarburi denominato «Sospiro» concesso alla società San Leon Energy Srl è scaduto, ma la stessa Società nel febbraio di qust’anno ha fatto richiesta di recedere definitivamente dalla concessione. La Sottosegretaria nella sua risposta ha precisato che la situazione creatasi con la concessione rilasciata alla Società San Leon Energy Srl sotto il Governo Berlusconi, non si potrà ripetere in futuro: il decreto Sblocca Italia ha modificato radicalmente la procedura per l’ottenimento di permessi per la ricerca di giacimenti. In particolare è richiesta anche la consegna di una fidejussione bancaria per la copertura di eventuali danni provocati dalle attività di ricerca e per il ripristino dei luoghi.
Nella mia replica mi sono detto soddisfatto della risposta, pur tardiva, del Governo che ha nei fatti recepito le mie perplessità e preoccupazioni, condivise dai cittadini residenti nei territori interessati dalla concessione «Sospiro».

on. Luigi Lacquaniti
Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo

Atto Camera

Interpellanza 2-00415 
Mercoledì 19 febbraio 2014, seduta n. 176

 

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dello sviluppo economico,

per sapere – premesso che:


la società San Leon Energy, risulta essere una piccola srl con 10 mila euro di capitale sociale e una sede in provincia di Lecce, e finora impegnata principalmente alle esplorazioni petrolifere al largo delle coste siciliane;
come riportato dal quotidiano Italia Oggi del 25 giugno 2010, la San Leon è soltanto una delle numerose medio-piccole società petrolifere che in questi anni hanno ottenuto parere favorevole dal Ministero dello sviluppo economico per ben 36 istanze di esplorazione petrolifera, praticamente intorno alla Sicilia. Il capitale della San Leon Energy srl è però totalmente in mano alla San Leon Energy Limited, società che ha sede a Dublino, Northbrook road. Come si apprende dal sito della casa madre, si tratta di una società che ha circa 20 milioni di euro di capitale sociale versato e che si occupa di esplorazioni ed estrazioni di petrolio e gas in Marocco, Olanda, Polonia e Stati Uniti;
la Commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie (CIRM) del Ministero dello sviluppo economico nella seduta in data 11 dicembre 2008 ha espresso parere favorevole all’accoglimento dell’istanza, presentata in data 21 febbraio 2008 dalla suddetta società San Leon Energy Srl, per il permesso di ricerca (per una durata massima di 6 anni) per idrocarburi denominato «Sospiro»;
detta ricerca deve condursi globalmente su un’area di estensione pari a 421,20 chilometri quadrati che interessa sul territorio della regione Lombardia, le province di Brescia, Cremona e Mantova, distribuita tra i comprensori dei comuni di seguito elencati:
a) Gottolengo, Fiesse, Gambara, Isorella, Milzano, Pavone del Mella, Pralboino, Remedello, Seniga per la provincia di Brescia; Ca d’Andrea, Cappella de’ Picenardi, Cella Dati, Cicognolo, Cingia De’ Botti, Derovere, Drizzona, Gabbioneta-Binanuova, Isola Dovarese, Malagnino, Motta Baluffi, Ostiano, Pescarolo ed Uniti, Pessina Cremonese, Piadena, Pieve D’Olmi, Pieve San Giacomo, San Daniele Po, San Giovanni in Croce, San Martino Del Lago, Scandolara Ravara, Solarolo Rainerio, Sospiro, Torre de, Picenardi, Torricella del Pizzo, Volongo, Voltido per la provincia di Cremona; – Asola, Canneto sull’Oglio, Casalromano per la provincia di Mantova;
la giunta regionale della Lombardia nella seduta n. 32 del 31 ottobre 2013, ha espresso al Ministero dello sviluppo economico l’assenso della regione al conferimento alla società San Leon Energy Srl del suddetto permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi;
riguardo alla localizzazione e all’inquadramento territoriale, tra le motivazioni dalla giunta regionale lombarda addotte al parere favorevole vi è la constatazione che in tutta l’area del permesso la pericolosità sismica è modesta, tutti i comuni all’interno del permesso sono classificati in categoria 4. Si segnala però che detta classificazione andrebbe verificata alla luce degli eventi sismici del maggio 2012;
il PTCP (piano territoriale di coordinamento provinciale) della provincia di Cremona segnala la presenza di ambiti di tutela quali: (parco Adda Sud) (articolo 15), valli fluviali e ambiti dei corsi d’acqua (articolo 4), elementi naturali puntuali (fontanili, zone umide) (articolo 16), rete ecologica provinciale e corridoi ecologici esistenti o potenziali (articolo 16), aree archeologiche (articolo 14). Sotto quest’ultimo aspetto si evidenzia però che le vibrazioni conseguenti alle attività di permesso di idrocarburi, rischiano di avere impatti negativi sulle suddette aree archeologiche;
riguardo agli effetti legati all’inquinamento acustico, la premessa al parere positivo della giunta della regione Lombardia, riporta che «gli impatti sulla componente sono connessi alla fase di acquisizione dei rilievi sismici che sarà svolta in orario diurno sia per le prospezioni elettromagnetiche che per le prospezioni sismiche; le indagini geoelettriche verticali non comportano emissioni sonore particolari se non quelle emesse dal passaggio dei mezzi che trasportano il materiale necessario per l’esecuzione dei rilievi con un impatto sulla componente decisamente trascurabile; le prospezioni sismiche comportano l’utilizzazione di “vibroseis” che da un punto di vista acustico sono assimilabili ad autocarri in manovra; tale mezzo di compattazione ha una potenza sonora massima di 82 + 11 log 10 P dove P è la potenza generata dal mezzo in kW; nello studio si sottolinea che, anche ipotizzando un mezzo di potenza attorno a 500 kW la potenza emessa sarà sempre inferiore a 110 dB(A) (….). A tal proposito si segnala che la direttiva 2003/10/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dal rumore, recepita dal decreto legislativo 10 aprile 2006, n. 195, riporta, come valori di esposizione: a) valore limite di esposizione: 87 dB(A); b) valore superiore di esposizione che fa scattare l’azione: 85 dB(A); c) valore inferiore di esposizione che fa scattare l’azione: 80 dB(A). Ossia valori mediamente più bassi di quelli attesi dalle suddette attività di ricerca per idrocarburi»;
relativamente alla fase di ricerca comprensiva di nuovi rilevamenti geofisici, limitati nella loro estensione per l’acquisizione di ulteriori dati geologici del sottosuolo, la premessa al parere positivo della giunta della regione Lombardia sottolinea che la società San Leon Energy s.r.l., provvederà al recupero dell’area indagata e alla restituzione dell’originaria destinazione d’uso. Va evidenziato però che la reale attuazione di quanto sopra riportato andrebbe valutata alla luce del fatto che detta società San Leon Energy risulterebbe avere solamente 10 mila euro di capitale sociale –:
se risulti agli atti quali siano stati i presupposti e i criteri seguiti, anche alla luce delle criticità esposte in premessa, relativamente al parere favorevole dalla Commissione per gli idrocarburi e le risorse minerarie del Ministero dello sviluppo economico all’istanza presentata dalla società San Leon Energy srl, per il sopra citato permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nei territori delle province di Brescia, Cremona e Mantova.

LACQUANITI