Desenzano è città accogliente e tollerante. Non ha nulla da spartire con le “Sentinelle in piedi”

Domenica prossima, 24 maggio, si sono date appuntamento a Desenzano del Garda le cosiddette “Sentinelle in piedi” per protestare contro il ddl Scalfarotto: come al solito, si presenteranno in piazza con un libro in mano e il loro caratteristico atteggiamento meditabondo, per difendere quella che loro definiscono “libertà di opinione”. Si tratta chiaramente di una manifestazione pretestuosa, espressione di un oscurantismo culturale, che pensavo non potesse più appartenere all’Italia del XXI secolo. La proposta di legge contro cui si scagliano, vuole estendere il reato di discriminazione ai casi di transfobia e omofobia. Pretendono di ergersi a difesa della tradizione cattolica, in realtà mi pare non abbiano nulla in comune con le recenti parole di apertura e comprensione di Papa Francesco. La loro propaganda discriminatoria e reazionaria, densa di pregiudizi, nulla ha da spartire con il messaggio cristiano di accoglienza e di tolleranza.
Se invece l’obiettivo di queste sedicenti “Sentinelle” è evitare che alle persone omosessuali o transessuali vengano riconosciuti i diritti civili discendenti dalle unioni civili, sappiano che è una battaglia ormai perdente e antistorica. La Storia cammina e gli italiani, gli stessi cittadini desenzanesi, il Parlamento, sono ormai pronti alle unioni civili.
Sono convinto che a tutti vada garantito il diritto di manifestare anche pubblicamente il proprio pensiero, le proprie idee, e sono pronto a battermi perché tutti possano farlo, anche se sono idee distanti dalle mie. Tuttavia sono ugualmente convinto che a nessuno possa essere concesso di manifestare atteggiamenti e idee palesemente discriminatori, che confliggono con i principi fondamentali e lo spirito della Costituzione. Questo non è più il tempo degli autobus di Montgomery! Chiedo pertanto alla Questura di revocare l’autorizzazione a questa manifestazione dal sapore fondamentalista che getta discredito su Desenzano, città accogliente e tollerante.

on. Luigi Lacquaniti

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