Privi di contratto i dirigenti dei penitenziari. Depositata interrogazione

Oggi ho depositato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro della Giustizia sulla situazione contrattuale dei direttori delle carceri, privi del contratto di lavoro dal 2005, quando la Legge Meduri ha riordinato la carriera del personale inquadrato come dirigente penitenziario.
Una delle iniziative in cui mi sono concentrato come deputato è la verifica dello stato degli Istituti circondariali e la denuncia delle numerose criticità riscontrate durante le mie ispezioni, che non permettono all’Istituto carcerario di svolgere appieno la propria funzione costituzionale di rieducazione del condannato. In questa prospettiva si deve annoverare pure il problema affrontato nell’interrogazione. Infatti, oltre a strutture adeguate, a un’integrazione tra carceri e territorio, a personale numericamente adeguato e correttamente formato, è necessario che quanti lavorano in carcere possano operare con l’adeguata serenità, a cominciare da chi ricopre funzioni di responsabilità all’interno di questa Istituzione. E’ necessario pertanto superare al più presto questa situazione di vacanza contrattuale che si sta protraendo da troppo tempo.

on. Luigi Lacquaniti

Interrogazione a risposta scritta

al Ministro della Giustizia

per sapere, premesso che:
– che la Legge 27 luglio 2005, n. 154 (c.d. legge Meduri) ha disposto il riordino della carriera del personale inquadrato come dirigente penitenziario, conferendo al Governo la delega per la relativa disciplina e che, secondo quanto statuito dall’art. 2, comma 1, della citata legge, il rapporto di lavoro del personale appartenente alla carriera dirigenziale penitenziaria è riconosciuto come rapporto di diritto pubblico ed il relativo personale è inserito fra le categorie escluse dall’applicazione del regime privatistico;
– che l’art. 4 della Legge n. 154 del 2005 ha disposto che “il personale che alla data di entrata in vigore della presente legge è inquadrato nella posizione economica C3, già appartenente ai profili professionali di direttore coordinatore di istituto penitenziario, di direttore medico coordinatore e di direttore coordinatore di servizio sociale dell’Amministrazione penitenziaria, ai quali hanno avuto accesso mediante concorso pubblico, nonché gli ispettori generali del ruolo ad esaurimento, sono nominati dirigenti secondo la posizione occupata da ciascuno nel rispettivo ruolo, in considerazione della esperienza professionale maturata nel settore avendo già svolto funzioni riconosciute di livello dirigenziale”; che inoltre, in via transitoria e nelle more dell’entrata in vigore dei decreti legislativi, il rapporto di lavoro dei dirigenti penitenziari sarebbe stato regolato “dalle disposizioni previste per il personale statale in regime di diritto pubblico” (art. 4, comma 3), che è stato individuato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria in quello del personale dirigente delle Forze di Polizia ad ordinamento civile, anche per continuità con il passato, visto che l’art. 40 della previgente Legge n. 395 del 1990 aveva attribuito al personale dirigente e direttivo dell’amministrazione penitenziaria il trattamento economico e giuridico delle corrispondenti qualifiche della Polizia di Stato;
– che la delega espressa dalla legge n. 154 del 2005 è stata esercitata con il Decreto Legislativo n. 63 del 2006, che ha disciplinato l’ordinamento della carriera dirigenziale penitenziaria ed ha fissato, agli artt. dal 13 al 17, il trattamento economico, demandando alla procedura negoziale la relativa determinazione;
– che nonostante siano trascorsi oramai quasi dieci anni dall’approvazione della legge di riordino non si è ancora pervenuti alla stipula del primo contratto che disciplini il trattamento giuridico ed economico del personale della carriera dirigenziale penitenziaria, sicché continua ancora ad applicarsi al predetto personale la disciplina pubblicistica delle Forze di Polizia ad ordinamento civile;
– che tale situazione di precarietà ha ingenerato numerosi contenziosi sia per quel che concerne la disciplina della mobilità del personale, quella dell’attribuzione degli incarichi superori e soprattutto quella del riconoscimento della conservazione della “anzianità maturata con riferimento alle pregresse qualifiche dirigenziali e direttive ovvero posizioni economiche di provenienza”, ai fini dell’applicazione di tutti gli istituti giuridici ed economici relativi al loro rapporto di lavoro come espressamente previsto dal Decreto Legislativo n. 63/2006;
– che, pertanto, i dirigenti penitenziari continuano a godere di un trattamento economico provvisorio, senza vedersi riconosciuta né “retribuzione di posizione, parte fissa e parte variabile, correlata alle posizioni funzionali ricoperte, agli incarichi ed alle responsabilità esercitate”, né “la retribuzione di risultato, in relazione ai risultati conseguiti rispetto agli obiettivi fissati ed alle risorse assegnate” come pure espressamente previsto dall’articolo 15 n. 1 lett. B) e C) del Decreto Legislativo n. 63/2006;
– che la stipula del primo contratto del personale della dirigenza penitenziaria non è interessata, per gli anni dal 2005 al 2009, dal blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti vigente a decorrere dal 2010, in quanto scaturisce da una normativa previgente – la legge n. 15/4/2005 ed il Decreto Legislativo n. 63/2006 – tutt’ora rimasta inspiegabilmente inapplicata;
– che il Ministro per la Funzione Pubblica con proprio Decreto 28 dicembre 2007 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale, 13 febbraio, n. 37) ha all’uopo proceduto alla “Individuazione della delegazione sindacale che partecipa al procedimento negoziale per la definizione dell’accordo relativo al quadriennio 2006-2009, per gli aspetti giuridici, e al biennio 2006-2007, per gli aspetti economici, riguardante il personale della carriera dirigenziale penitenziaria, ai sensi degli articoli 20 e 21 del Decreto Legislativo 15 febbraio 2006, n. 63;
– che in data 29/07/2011 sono state avviate presso il Ministero della Funzione Pubblica le trattative negoziali per la stipula del primo contratto della carriera dirigenziale penitenziaria, che la seduta del tavolo negoziale è stata poi aggiornata dalla parte pubblica al 13/09/2011, seduta procrastinata dapprima al 13/09/2011 e poi 27/09/2011, ed infine, definitivamente rinviata a “data da definirsi” per non meglio precisate “esigenze organizzative”;

quali iniziative urgenti il Ministro della Giustizia, d’intesa con il Dipartimento della funzione pubblica, intenda adottare in tempi rapidi per addivenire alla stipula del primo contratto di categoria della dirigenza penitenziaria.

LACQUANITI, BENAMATI, SENALDI, PIAZZONI, ZAN, MANFREDI, LAVAGNO, GINOBLE, GALPERTI, SGAMBATO, CHAOUKI, GITTI, GADDA