Migliorata la situazione a Canton Mombello, il carcere però è da chiudere

Oggi, sabato 4 aprile, ho visitato il carcere di Canton Mombello, trovando una situazione migliore rispetto alle mie visite precedenti. Il regime delle celle aperte concede ai detenuti la possibilità di muoversi e socializzare ed evidente è la diminuzione della popolazione carceraria. Due anni fa, in occasione della mia prima visita, i detenuti erano oltre 500, oggi sono poco più di 300. Questo è stato possibile grazie al lavoro di Governo e Parlamento, con la depenalizzazione di reati minori e soprattutto l’incentivazione di forme alternative al regime carcerario. Benefici per Brescia sono derivati anche dall’apertura di una nuova ala a Cremona, dove sono stati trasferiti alcuni detenuti.
Ho avuto modo di confrontarmi direttamente con gli agenti di Polizia penitenziaria coinvolti, in merito alla recente rissa scoppiata fra detenuti, trovandoli sereni. Ho visitato la sezione dove è scoppiata la rissa e dove è stato momentaneamente sospeso il regime delle celle aperte. Gli agenti hanno confermato che la situazione è stata amplificata: la rissa ha coinvolto solo quattro detenuti, nel bel mezzo della visita di una scolaresca che non si è accorta di nulla, ed è stata causata da attriti personali tra detenuti. Non c’è dubbio tuttavia che l’inadeguatezza e la vetustà della Casa circondariale di Brescia, non facilita la socializzazione fra detenuti. Nella sezione comunque, da domani sarà riattivato il regime delle celle aperte. Ho ringraziato il personale di guardia per il difficile lavoro che svolgono, sempre disarmati, in prima linea nel risolvere le situazioni di tensione in modo per quanto possibile pacifico. Mi sono anche accertato che siano state risolte le criticità relative alle mensa del personale che, anche grazie ad una nuova gestione, ora, mi è stato detto, rispetta le norme igenico-sanitarie ed offre un servizio migliore.
Ho anche visitato la biblioteca, che ho piacevolmente constatato essere ben fornita di testi, anche in lingua straniera, la palestra le cui attrezzature saranno presto potenziate e il grande teatro. Ho apprezzato molto il giornalino interno, di cui ho ricevuto una copia.
Tuttavia per quanto la situazione sia migliorata, grazie al lavoro legislativo e all’impegno della direzione, rimangono invariate le criticità relative alla struttura. La Casa circondariale di Brescia ha un secolo e non è adeguata a rispondere al dettato costituzionale del valore educativo e riabilitativo della pena. Canton Mombello ha solo celle, al di là degli ambienti aggregativi istituzionali, non è dotata di adeguati ambienti ricreativi, che favoriscano la spontanea socializzazione, manca di veri spazi aperti, non ha un giardino. Questo edificio rispecchia la vecchia concezione della pena retributiva, meramente punitiva, ormai superata. La vetustà della struttura comporta anche notevoli costi di manutenzione. Rimane pertanto invariata l’esigenza di chiudere questo carcere per costruire ex-novo una struttura moderna e adeguata alle attuali e differenti esigenze di detenuti e personale di Polizia.

on. Luigi Lacquaniti