Interpellanza al Governo per la libertà religiosa e di culto in Lombardia

Oggi ho depositato un’interpellanza al Ministro degli Interni e al Ministro degli Affari Regionali, chiedendo come abbiano intenzione di salvaguardare la libertà di culto e la sicurezza in Lombardia, alla luce dell’ultima legge regionale approvata da Regione Lombardia sui servizi religiosi e di culto.

La maggioranza che siede in Regione Lombardia, chiaramente su mandato della Lega, il 27 gennaio ha approvato una modifica alla normativa urbanistica che pone una “speciale limitazione legislativa” alla costruzione di nuovi luoghi culto, violando nettamente la Costituzione e ledendo uno dei diritti fondamentali dell’uomo: la libertà di religione e di culto.

Questa legge fortemente ideologica nulla ha a che fare con le reali esigenze urbanistiche delle nostre città, dove a nessuna realtà associativa/ricreativa sono imposte prescrizioni analoghe a quelle che saranno chieste alle Confessioni religiose. La nuova legge approvata prescrive fra l’altro l’installazione di telecamere di sorveglianza dei templi e luoghi di culto costantemente collegate con le Forze dell’ordine e la garanzia di una disponibilità di parcheggi a servizio del luogo di culto, pari addirittura al 200% della superficie dell’immobile! La norma è stata chiaramente ideata per sfruttare a scopo ideologico la situazione emergenziale seguita agli attentati di Parigi e penalizzare in particolare l’Amministrazione Pisapia che sta attuando in questa materia una politica ispirata a dialogo e tolleranza. Per tentare di aggirare l’evidente incostituzionalità, il legislatore regionale lombardo ha esteso la norma a tutti i culti. La norma interessa anche i luoghi annessi al luogo di culto vero e proprio, come gli oratori.

Tanto assurde sono queste norme che di fatto diventerà impossibile realizzare nuovi luoghi di culto dove ne esista la necessità, a Milano e nelle altre grandi città. Qui ci sono già numerose comunità religiose che si riuniscono e insieme osservano i riti della propria Fede. Queste realtà sono parte della società lombarda e nessuna regola urbanistica potrà cancellarle: d’ora in avanti, semplicemente, invece che costruirsi spazi adeguati, continueranno a riunirsi per strada, in scantinati, in luoghi non censiti e questi si difficilmente controllabili!!!

Come si pensa che la situazione attuale, che di fatto queste modifiche perpetueranno, possa garantire la sicurezza, possa essere efficace contro il fanatismo religioso?

Per questo mi rivolgo anche al Ministro dell’interno: nella ghettizzazione, nell’esclusione, trova terreno fertile il fanatismo, il cui unico antidoto è il dialogo. Un percorso virtuoso di ascolto, al contrario, un riconoscimento reciproco non sono utopia, sono realtà anche nella nostra Regione, dove l’amministrazione milanese lo ha intrapreso. Maroni, in maniera miope e spregiudicata, per un mero calcolo politico, sta provando ad affossare l’ottimo lavoro della Giunta Pisapia, cavalcando la paura e disseminando odio, senza preoccuparsi di quello che raccoglierà…

Mi auguro che i ministri interpellati prendano una posizione ferma, impegnandosi seriamente a garantire i diritti fondamentali dei cittadini e la loro sicurezza, contrastando beceri populismi che possono solo creare danni.

On. Luigi Lacquaniti
Partito Democratico

 

I SOTTOSCRITTI CHIEDONO DI INTERPELLARE I MINISTRI DELL’INTERNO E DEGLI AFFARI REGIONALI

Per sapere
Premesso che
– la nostra Costituzione sancisce all’art. 19, tra i diritti fondamentali dei cittadini, la libertà di professare “la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto” e all’articolo 20 stabilisce che le associazioni religiose “non possono essere causa di speciali limitazioni legislative”;
– la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite all’art. 18 indica come fondamentale la “libertà di religione” e tutela “la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.”
– il Consiglio Regionale Lombardo, nella seduta del 27 gennaio 2005, ha approvato delle modifiche alla legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio) relativamente alla sezione principi per la pianificazione delle attrezzature per servizi religiosi;
– la nuova formulazione dell’articolo 72, comma 6, sub d, richiede per la costruzione di un nuovo edificio religioso che esso sia dotato di “uno spazio da destinare a parcheggio pubblico in misura non inferiore al 200 per cento della superficie lorda di pavimento dell’edificio da destinare a luogo di culto”, richiesta che non trova alcun riscontro per alcuna altra realtà con analogo richiamo di persone, quali cinema, teatri o grandi strutture commerciali; la norma rende di fatto irrealizzabile la previsione di nuovi luogo di culto in grandi città densamente urbanizzate quali Milano, Brescia, Bergamo, ove più forte si sente la necessità degli stessi; questa richiesta di natura urbanistica si configura chiaramente come un “speciale limitazione legislativa” alla libertà di culto;
– il medesimo articolo 72 modificato, al comma 6, sub e, impone per i nuovi edifici “la realizzazione di un impianto di videosorveglianza esterno
all’edificio, con onere a carico dei richiedenti, che ne monitori ogni punto di ingresso, collegato con gli uffici della polizia locale o forze dell’ordine”, prescrizione che pare avere solo un fine vessatorio, contrastando il dettato costituzionale, profondamente discriminatorio poiché se fosse veramente necessario, non si comprende come mai non si chieda anche agli attuali edifici di culto di adeguarsi in un tempo congruo;
– la disciplina urbanistica lombarda, come modificata, anziché favorire l’esercizio di un diritto fondamentale dei cittadini, quale la professione pubblica del proprio culto e l’osservanza dei riti, pone delle sostanziali limitazioni allo stesso, senza che se ne ravvisi una reale necessità, se non una profonda e dichiarata, volontà discriminatoria;
– in Lombardia esiste una forte necessità di nuovi edifici da adibire al culto in quanto molte sono le realtà religiose presenti sul territorio che attualmente celebrano i propri riti in sistemazioni necessariamente precarie, proprio in attesa di poter costruire adeguati luoghi di culto;
– l’Amministrazione comunale di Milano ha iniziato un significativo e meritorio percorso di dialogo con le realtà religiose del territorio e, attraverso il confronto, ha istituito un “Albo delle Associazioni e organizzazioni religiose” per permettere alle realtà già presenti e operanti sul territorio, di essere riconosciute e di poter partecipare al successivo Bando per la realizzazione di un adeguato luogo di culto, con l’obiettivo di regolamentare e regolarizzare situazioni che attualmente non lo sono, mentre le modifiche approvate dal Consiglio Regionale Lombardo risultano essere un evidente tentativo di ostacolare questo positivo percorso di dialogo;
– il fanatismo religioso trova terreno fertile proprio nelle divisioni, nella strumentalizzazione, nelle contrapposizioni ideologiche e nelle situazioni irregolari, mentre lo strumento migliore per contrastarlo, a giudizio degli interpellanti, non risiede certamente nel controllo da remoto mediante telecamere, ma nel dialogo, nel confronto e nella convivenza civile;
– la Lombardia, regione più popolosa d’Italia, è caratterizzata da una società fortemente multiculturale e multireligiosa, sia per motivazioni storiche, sia per la forte attrattiva migratoria nonché per le mutate sensibilità della popolazione autoctona.
Quali siano le azioni, in ragione degli elementi riportati in premessa, che il Governo ha intenzione di intraprendere per salvaguardare concretamente il diritto di libertà di religione e di culto sul territorio lombardo, come sancito dagli articoli 19 e 29 della Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’ONU, e quali politiche saranno intenda porre in essere per promuovere il dialogo inter-religioso, unico e vero antidoto ad un fanatico e violento estremismo religioso.

LACQUANITI, CHAOUKI, GADDA, QUARTAPELLE, MARZANO, SCUVERA, PIAZZONI, GIUSEPPE GUERINI, ZAN, LAFORGIA, MALPEZZI, MORETTO, RAGOSTA, FONTANA, LAVAGNO, GASPARINI, ALBINI, BERGONZI, ROMANINI, TIDEI, BRUNO BOSSIO, FIANO, TENTORI, CARNEVALI, COMINELLI, CIVATI, CARRA, BRAGA, RAMPI