Il sonno della ragione genera mostri. Comunicato stampa

Oggi 27 gennaio, Giornata della memoria, il Consiglio regionale della Lombardia sta discutendo una legge sui luoghi di culto inaccettabile, liberticida e con evidenti profili d’incostituzionalità. Nemmeno la particolare coincidenza con la ricorrenza odierna ha indotto a maggior riflessione la maggioranza forza-leghista che guida la nostra Regione.
Il dispositivo prende a pretesto motivi di ordine pubblico, per impedire di fatto la costruzione di nuovi luoghi di culto che non siano cattolici. La volontà politica è chiara: cavalcando e fomentando la paura verso il terrorismo islamico, si vuole ostacolare l’iniziativa dell’Amministrazione Pisapia di dare luoghi di culto a tutte le realtà religiose già presenti nel territorio lombardo. La legge non danneggerà solo chi professa la religione musulmana, ma tutte le realtà religiose: cristiani valdesi, buddhisti, induisti, cristiani evangelici, ebrei…
Questa legge, se sarà approvata, violerà profondamente la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e la nostra Costituzione, andando a ledere la libertà religiosa e discriminando le fedi non cattoliche. Inoltre le Comunità islamiche in Lombardia sono già una realtà consolidata da tempo. Già oggi questi cittadini si trovano a pregare ma, non potendo farlo in luoghi adatti, sono costretti a riunirsi in scantinati e capannoni. Luoghi inadeguati e non sicuri.
Anche in questo frangente la Lega Nord, si dimostra assolutamente fuori dalla realtà che dovrebbe amministrare. La società lombarda è profondamente diversa da quella immaginata dalla fantasia leghista: nella cultura operosa della Lombardia, nelle sue antiche tradizioni risiedono in realtà tolleranza e ospitalità genuine, anche se talora riservate. Una politica distaccata dall’esistente non può che generare mostri e questa Legge è un vero e proprio abominio. Occorre lottare contro il terrorismo, ma l’unico modo efficace risiede nel dialogo e in una serena convivenza.
Ringrazio i consiglieri regionali di opposizione per la battaglia che stanno tenendo in aula e, se sarà approvata, mi auguro che la Corte Costituzionale cancelli al più presto questo obbrobrio, frutto di uno scellerato furore ideologico, irrispettoso anche dei più basilari diritti umani.

on. Luigi Lacquaniti