Sul TAV dobbiamo essere compatti a difesa del territorio

Con stupore leggo le dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera Brescia dall’assessore regionale Mauro Parolini sul progetto TAV, in cui di fatto avvalla l’attuale progetto di Cepav 2, anzi chiede un aumento dell’impatto ambientale auspicando l’aggiunta del quadruplicamento in uscita da Brescia in direzione est.
Queste affermazioni arrivano proprio nel momento meno opportuno, quando finalmente qualcosa pare si stia muovendo nella direzione sollecitata compattamente dal territorio gardesano, dai semplici cittadini, alle Amministrazioni pubbliche, passando per gli operatori economici, sia turistici che agro-alimentari e vitivinicoli.
Tutto questo è stato possibile grazie ad un lavoro di squadra, a cui ho partecipato facendomi portatore delle istanze gardesane a Montecitorio, da ultimo firmando un’interrogazione parlamentare presentata dall’on. Ermete Realacci con cui chiediamo con forza un seria rivalutazione del progetto negli impatti sul territorio, sia ambientali che economici. E in particolare proprio i secondi dovrebbero interessare l’assessore Parolini per le deleghe che ha in Regione: come può ignorare le possibili ricadute sul turismo Gardesano, di assoluto rilievo nella realtà lombarda, in particolare nell’anno di EXPO? Come non prendere in considerazione le conseguenze per il comparto vitivinicolo del Lugana, vino che ha acquisito livelli d’eccellenza nei venti anni trascorsi dalla progettazione del TAV? Sono preoccupato, come componente della Commissione attività produttive, commercio, turismo della Camera, ma soprattutto come cittadino gardesano.
E dunque come mai proprio adesso che qualcosa stava andando nella direzione giusta, l’assessore Parolini rompe il fronte comune del territorio che dovrebbe rappresentare? Sta forse preparando la strada per un voto favorevole in sede di Cipe da parte della Giunta Maroni?
Ora sarebbe utile una moratoria delle dichiarazioni, in attesa che Cepav 2 risponda alle sollecitazioni del Ministero dell’ambiente e il Ministro Lupi risponda alla recente interrogazione a prima firma Realacci, firmata, tra gli altri, anche da me.
Non sarebbe più opportuno ed efficace che almeno in questo frangente tutti ci muovessimo compatti verso un obiettivo che non dovrebbe avere colore politico: la salvaguardia del territorio e delle sue eccellenze.

On. Luigi Lacquaniti