Con Charlie Hebdo, davvero

C’era un modo per offendere la memoria delle vittime della strage di Parigi e il loro spirito irriducibilmente libertario: strumentalizzarne la morte, piegarla alle proprie becere tesi ideologiche. È quanto ha fatto la Lega oggi, nell’Aula di Montecitorio, durante l’ “Informativa urgente del Governo sui possibili rischi connessi al terrorismo internazionale in relazione ai tragici fatti di Parigi”, informativa che ho avuto modo di ascoltare in Aula. Sostenere, come ha fatto la Lega, che la politica di accoglienza del Governo verso i rifugiati, costituisca un sostegno al terrorismo internazionale, oltre a essere ridicola, finisce per strumentalizzare in modo vergognoso i morti di Parigi.
Noi sappiamo che fin dal suo apparire sulla scena della storia, l’Islam è stato anche guerre e stragi sanguinose, ma sappiamo pure che l’Islam, nelle sue più limpide espressioni, è stato anche ed è tuttora civiltà dell’ospitalità e della tolleranza: basti ricordare le comunità cristiane in Medio Oriente, che alla caduta dei regni cristiani, furono lasciate libere di professare i propri culti. L’Islam è anche culto della bellezza e della grazia, nella poesia, nelle lettere, nell’arte. All’Islam, com’è noto, dobbiamo l’astronomia e l’algebra e importanti correnti della filosofia.
La realtà è che tutte le civiltà possiedono in sé le più grandi vette della cultura, dell’arte, del pensiero, e pure, purtroppo, i peggiori abomini. Non fa eccezione l’Islam, ma non fa eccezione nemmeno la cultura occidentale. Terrorismo, stragi, la stessa emarginazione femminile, non sono espressione dell’Islam, in quanto tale, ma delle sue frange estremiste, che fanno una lettura letterale e antistorica dei propri Libri sacri e che purtroppo oggi in molte regioni hanno presso il sopravvento. Sposare le tesi della Lega, negare ospitalità ai rifugiati, inaugurare una politica di chiusura delle frontiere, andando a restringere una politica migratoria già restrittiva, finirebbe per sposare la medesima intolleranza che è alla radice del terrorismo internazionale e che dobbiamo invece essere risoluti a combattere.
Oggi il modo più nobile per onorare i morti di Parigi, fra i quali – ricordo – vi è anche Ahmed Merabet, poliziotto musulmano, è riaffermare le ragioni della nostra civiltà che dalla fine del Secondo conflitto mondiale, pur fra mille innegabili contraddizioni, ha scelto la tolleranza e il dialogo. Oggi guardiamo riconoscenti alla Francia e a Charlie Hebdo, che ancora una volta ci ammoniscono che lo Stato è laico e la libertà d’espressione è diritto fondamentale.

On. Luigi Lacquaniti