Interrogazione sul progetto della sesta linea di gasdotto nello Stretto di Messina

Ho presentato un’interrogazione al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare affinché chiarisca alcune notizie apparse sulla stampa, secondo cui sarebbe stato dato il via libera ai lavori di potenziamento della linea a mare del sistema di trasporto del gas naturale “Sealine Messina – Palmi” nello Stretto di Messina;
fonte giornalistica conferma che dovrebbe sorgere una nuova linea (la sesta) del gasdotto che collega le sponde dello Stretto da Messina, da Mortelle a Palmi, e che l’opera sarebbe già inserita nel più grande sistema infrastrutturale del trasporto di gas che dall’Algeria e dalla Tunisia arriva fino al nostro Paese;
l’opera, secondo le notizie che ho appreso mezzo stampa, prevede la posa di una condotta sottomarina (sesta linea) della lunghezza di circa 30 chilometri. La condotta sarà posata sul fondale ad eccezione di un tratto di 370 metri in corrispondenza dell’approdo di Mortella che sarà posato ad una profondità di 45 metri.
Con l’interrogazione presentata chiedo se il Ministro sia a conoscenza dei fatti e quali misure intenda attivare per preservare il territorio da eventuali danni di natura ambientale e se siano state previste iniziative volte ad evitare le infiltrazioni nelle prevedibili attività a latere dell’opera, in considerazione della presenza conclamata e storica della criminalità di stampo mafioso nel territorio.

On. Luigi Lacquaniti
LeD Libertà e Diritti – Socialisti Europei

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Per sapere/Premesso che
Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare, di concerto con il Ministro dei Beni Culturali avrebbe dato il via libera ai lavori, con il Decreto di compatibilità ambientale, del potenziamento della linea a mare del sistema di trasporto del gas naturale “Sealine Messina – Palmi” nello stretto di Messina;
fonte giornalistica conferma che dovrebbe sorgere una nuova linea (la sesta) del gasdotto che collega le sponde dello Stretto da Messina, da Mortelle a Palmi, e che l’opera sarebbe già inserita nel più grande sistema infrastrutturale del trasporto di gas che dall’Algeria e dalla Tunisia arriva fino al nostro Paese;
l’opera, per quanto risulta all’interrogante, prevede la posa di una condotta sottomarina (sesta linea) della lunghezza di circa 30 chilometri. La condotta sarà posata sul fondale ad eccezione di un tratto di 370 metri in corrispondenza dell’approdo di Mortella che sarà posato ad una profondità di 45 metri;
a distanza di quattro anni dall’istanza presentata dalla società “Snam Rete Gas”, a quanto si legge nel decreto interministeriale del 24 ottobre 2014, l’opera consentirebbe quindi «di incrementare l’affidabilità del sistema di trasporto del gas immesso nei punti di entrata in Sicilia, che corrisponde al 40% circa del gas complessivamente importato per coprire il fabbisogno italiano;
in base ai rilievi dei tecnici sarebbero state riscontrare interferenze minime e comunque superabili, grazie alle molteplici prescrizioni poste a carico della Società che dovrà costruire l’opera . Nel decreto, infatti, si legge che tutti i lavori dovranno essere comunicati agli uffici dei ministeri, prima che inizino, e seguire precisi iter che rispettino il paesaggio, i fondali, le caratteristiche dei territori, la qualità del mare. Sia a Palmi che in Sicilia, dovranno essere realizzate opere a supporto per il verde e dovranno essere utilizzati prodotti non inquinanti o comunque a basso impatto ambientale:-

Se il Ministro interrogato, sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa, quali misure intenda mettere in atto per preservare il territorio da eventuali danni irreparabili e se siano state previste iniziative volte ad evitare le infiltrazioni nelle prevedibili attività a latere dell’opera, in considerazione della presenza conclamata e storica della criminalità di stampo mafioso nel territorio.

On. Luigi Lacquaniti