Rovaglioso presidio di legalità

Al principio di quel tratto di costa che va dalla Tonnara di Palmi a Scilla, e che prende il nome di Costa Viola, vi è un luogo magico, un cammino di bellezza e di silenzi, dove gli ulivi si gettano sulla scogliera, fra zagare e fichi d’india, e la risacca s’infrange sulla roccia. E’ il litorale di Rovaglioso, una successione di scogli e di calette misteriose che guarda a nord verso il caratteristico Scoglio dell’Ulivo e a sud verso la schiva Marinella, l’antica spiaggia di Palmi che ancora ricorda lo sbarco di garibaldini e, molto più in là nel tempo, le galere turche che vi gettavano l’àncora per assaltare i paesi e far razzia di cristiani e di ricchezze.
La Costa Viola più a sud vanta un’altra bellissima spiaggia, Cala Janculla, riconosciuta come una delle dieci spiagge incontaminate d’Italia, ovviamente raggiungibile solo via mare.
Nelle acque di Rovaglioso, narrano gli scrittori latini, si sarebbe immerso Oreste figlio di Agamennone, dopo il matricidio, per fuggire al suo destino di morte. Guarì dalla pazzia e il luogo prende ancor oggi il nome di Porto Oreste.
Poco discosto, in località Pietrosa, al centro di una terrazza naturale di ulivi e di cipressi, si erge la casa che fu di Leonida Repaci, originario di Palmi. Scrittore, artista, fondatore del Premio letterario Viareggio, in questa residenza di sogno che si affaccia su acque incantate, lo scrittore amava ospitare artisti, scrittori, pittori di fama internazionale.
Ma qui voglio scrivere soprattutto di alcuni volontari, oggi riuniti in un’Associazione che si è costituita a presidio antimafia. Alla loro opera dobbiamo il recupero di Rovaglioso e la sua restituzione alla cittadinanza e ai turisti che qui si avventurino. Di Rovaglioso, un tempo proprietà dei nobili Cordopatri, s’impossessò la sanguinaria cosca dei Mammoliti. Grazie alla Legge 109/96, anche i terreni di Rovaglioso furono confiscati e sottratti alla Mafia, ma la procedura amministrativa mi risulta che ancora attenda d’esser perfezionata. Furono alcuni volontari che decisero di dedicare il proprio tempo libero al recupero di questo luogo, oggi ripulito dalle sterpaglie e dotato di panchine e cestini costruiti con legno di recupero. Un sentiero di gradini e pietre ripulito dagli arbusti e messo in sicurezza, permette di raggiungere la scogliera sottostante per un bagno inusuale e assolato. Del tutto ingiuste dunque le critiche che mi viene detto siano piovute anche di recente su questi volontari, da esponenti dell’Amministrazione comunale di Palmi.
Oggi chi si reca a Rovaglioso, scopre un luogo incantato e senza tempo: nel suo destino, l’ideale di una bellezza primitiva e incontaminata che la brutalità della ‘ndrangheta aveva cercato invano di sottrarre e di occultare ai cittadini, simbolo di tutta una terra antica e bella, che ancora soffre gli interessi crudeli della mafia.