Depositata interrogazione parlamentare sui lavori per la TAV nel basso Garda

Nella bellissima regione incorniciata dalle Colline moreniche, a sud del Lago di Garda, i cantieri che saranno eretti per la costruzione della Tav creeranno, per estensione e durata, notevoli disagi alla popolazione locale. La tratta ferroviaria, una volta completata, attraverserà una zona di grande pregio storico e ambientale, cambiandola per sempre e sottraendo gran parte dei terreni oggi adibiti a pregiate coltivazioni vitivinicole, e in particolare alla coltivazione del Lugana, un risultato d’eccellenza del settore.

Per questo ho depositato quest’oggi un’interrogazione al Ministero dell’Ambiente, a quello delle Infrastrutture e a quello dell’Interno, perché venga rivisto il progetto definitivo dell’opera che risale a più di vent’anni fa, sia prodotta una nuova Valutazione d’Impatto Ambientale, come richiesto dai Comuni interessati dall’opera, sia avviato un tavolo di discussione con le Amministrazioni interessate, siano tutelate le economie locali legate al settore turistico e a quello vitivinicolo e siano infine adottate misure efficaci in grado di evitare infiltrazioni di stampo mafioso.

On. Luigi Lacquaniti
Libertà e Diritti – Socialisti europei

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti
Al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territori e del mare
Al Ministro dell’Interno

Per sapere – premesso che:

Manca poco più di due mesi e il progetto che prevede la realizzazione dell’alta velocità Brescia-Verona sarà pronto per essere messo in cantiere con l’acquisizione delle aree, lo si apprende “dall’ avviso di pubblica utilità” formalizzato in data 26 settembre 2014 da Italferr;

il Progetto preliminare dell’opera è stato approvato nel 1991; la prima Valutazione d’Impatto Ambientale appare pertanto del tutto datata, risalendo al 1992, originariamente espressa sul Progetto preliminare sopra ricordato;

l’ulteriore Valutazione d’Impatto Ambientale risale al 2002, e successivamente non sono state approvate altre Valutazioni d’Impatto Ambientale; il Progetto definitivo dell’opera è stato approvato con Delibera del CIPE del 5 dicembre 2003;

in data 15 settembre 2014 è pervenuta ai Comuni interessati la documentazione del progetto definitivo, inviata dal Consorzio d’imprese CEPAVDUE, Consorzio Eni per l’Alta Velocità, (Saipem, Società Italiana Condotte d’Acqua Spa, Pizzarotti & C. S.p.A, Impresa Costruzioni Maltauro), General contractor di quest’opera in questa tratta;

il 17 settembre 2014 è pervenuta ai Comuni interessati, da parte del medesimo Consorzio CEPAVDUE, l’Istanza di avvio di procedura della verifica di ottemperanza, che è procedura semplificata di VIA per le opere rientranti nella Legge Obiettivo;

tutte le Amministrazioni comunali coinvolte dall’opera sulla tratta Brescia-Verona, eccettuato il Comune di Verona, anche in considerazione che la Delibera del CIPE costituisce variante urbanistica del PGT dei Comuni interessati cui essi non possono opporsi, hanno richiesto al Ministero delle infrastrutture e al Ministero dell’Ambiente una nuova Valutazione d’Impatto Ambientale, essendo ormai datate e scadute le precedenti Valutazioni d’Impatto Ambientale, in considerazione delle mutate condizioni socio-economiche intervenute in oltre vent’anni;

i cantieri che saranno eretti per la costruzione della tratta ferroviaria, produrranno prevedibilmente, per estensione e durata, notevoli disagi alla popolazione locale, senza che con essa siano stati avviati significativi sedi di discussione e coinvolgimento delle decisioni assunte e delle Delibere emanate, se non ad opera delle amministrazioni locali;

la progettata tratta ferroviaria ad Alta Velocità attraversa, così come definito nel Progetto originario, la regione di grande pregio storico e ambientale delle Colline Moreniche e del Garda meridionale, a forte vocazione turistica, che negli ultimi anni, tuttavia, ha registrato grande sviluppo con investimenti notevoli nel patrimonio museale e nelle strutture ricettive;

la progettata tratta ferroviaria ad Alta Velocità, così come definito nel Progetto originario, attraverserà la zona a sud del Garda adibita a pregiate coltivazioni vitivinicole, e in particolare alla coltivazione del Lugana, la cui area sarà interessata dall’opera, e le coltivazioni in gran parte irrimediabilmente distrutte; il Lugana è risultato d’eccellenza del settore vitivinicolo, che proprio negli ultimi anni ha visto una selezione delle uve, e l’innalzamento del prodotto con esportazione in tutto il mondo, in particolare fuori dell’Europa, con la triplicazione degli ettari coltivati, e solo negli ultimi cinque anni il raddoppio del fatturato per complessivi 49milioni di euro e l’imbottigliamento di 12 milioni di bottiglie-:

– se i Ministeri destinatari della presente interrogazione, alla luce delle valutazioni in premessa, e in particolare in considerazione dell’impatto che il cantiere che durerà sette anni, e poi l’opera conclusa avranno sul territorio, non ritengano di dover rivedere il progetto definitivo dell’opera che risale a più di vent’anni fa;

– quando i Ministeri interessati ritengano di dover produrre nuova Valutazione d’Impatto Ambientale, come richiesto dai Comuni interessati dall’opera;

– se i Ministeri interessati non ritengano prima della cantierizzazione dei lavori, di dover aprire un tavolo di discussione con le Amministrazioni interessate;

– pur nella considerazione che non sia più oggettivamente possibile revocare il progetto e anzi nella constatazione del suo ruolo per la modernizzazione del Paese, nell’auspicio che i Ministeri interessati e il CIPE deliberino tuttavia sue significative variazioni nel rispetto della peculiarità dell’area geografica di grande pregio, quali misure amministrative ed economiche volte a mitigare gli effetti negativi dell’opera, i Ministeri interessati ritengano possano essere deliberate, a favore delle Amministrazioni coinvolte e delle economie locali, e in particolare a favore dell’industria turistico-alberghiera e a favore del Consorzio del Lugana DOC;

– infine in considerazione della presenza decennale nel territorio della provincia di Brescia, di criminalità di stampo mafioso, appurata da sentenze e inchieste giornalistiche, quali misure si ritiene possano essere realizzate ad evitare l’infiltrazione nelle prevedibili attività a latere dell’opera in oggetto.

LACQUANITI, ZAN