Soddisfatto per la decisione della “Commissione Dazzi”

Avevo già fatto comunicato quanto fosse giusto e opportuno individuare una sede alternativa per la statua di Arturo Dazzi, “L’era fascista”, espressione dell’importante corrente artistica razionalista, originariamente inserita nello scenario di Piazza Vittoria a Brescia. Una volta rimossa nel 1945 dalla sua sede, del tutto inopportuna e iniqua sarebbe stata, infatti, la sua ricollocazione, a pochi passi da Piazza della Loggia, luogo della terribile strage neofascista del 1974 e oggi simbolo della lotta al neofascismo. Ho espresso, a suo tempo, soddisfazione per la nomina di una Commissione che decidesse delle sorti dell’opera d’arte e fui contento della risposta che mi fu data dal Ministro ai Beni Culturali, Dario Franceschini, che alla mia interrogazione rispose che nonostante la compatibilità filologica della statua con l’assetto paesaggistico circostante, i sentimenti della città non possono essere trascesi. Oggi mi ritrovo pienamente nelle parole del Sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, che ha manifestato la sua totale sensibilità nei confronti dell’antifascismo della comunità bresciana, un sentimento nato durante la Resistenza e maturato nel dolore ancora vivo dei familiari delle vittime della strage di Piazza Loggia, riferendo la sua intenzione di conservare l’opera d’arte ma di volerla spostare da Piazza Vittoria, piazzale questo realizzato appunto durante il ventennio fascista, spogliando così il ‘Bigio’ del suo valore ideologico. La statua, così decontestualizzata, rimarrebbe custodita conservando il proprio indiscutibile valore artistico.

On. Luigi Lacquaniti