Saluto al Convegno “Nuovi Cittadini a Brescia. Costruire appartenenza”

Saluto al Convegno “Nuovi Cittadini a Brescia. Costruire appartenenza”.

 

CISL – Associazione nazionale Oltre le frontiere Brescia
Sabato, 20 settembre 2014
“Nuovi Cittadini a Brescia. Costruire appartenenzaLe Comunità degli immigrati in dialogo con Istituzioni, politica e realtà sociale”

intervento a braccio
Ringrazio dell’invito e mi unisco all’auspicio appena manifestato dal mio collega On. Galperti: vorrei tornare qui, in questa sede della Cisl bresciana, portandovi qualche novità a livello normativo. L’ho detto qui in un’altra occasione, l’ho detto alla Signora Prefetta non molto tempo fa, lo ripeto adesso: questo Paese ha bisogno di cancellare quella vergogna che si chiama Legge “Bossi-Fini”, innanzitutto! Dopo di che, quando noi avremo abrogato questa Legge, potremo fare tanti bei discorsi sull’integrazione. Ma prima di tutto bisogna cancellare la “Bossi-Fini”. In questo senso rinnovo il mio impegno, insieme agli altri colleghi bresciani, non tutti, perché bisogna anche dire le cose come stanno: sappiamo bene che non tutti i deputati bresciani che siedono in Parlamento sono interessati a questo discorso. Noi lo siamo: lo sono io, lo è l’On. Galperti, l’abbiamo sentito, lo sono altri deputati, soprattutto del Partito Democratico.
Vorrei ringraziare in particolare l’Associazione sindacale che qui, oggi ci ha invitato. Perché, vedete: noi possiamo fare la migliore delle Leggi di questo mondo in tema d’integrazione, e tuttavia ancora il problema non l’avremo risolto. Perché il problema, prima ancora di essere normativo, è per così dire, pre-normativo. Ed è il problema per cui oggi ci sono delle persone qua fuori [Forza Nuova], che stanno manifestando principi che io ovviamente non condivido. Allora noi possiamo, ripeto, fare la migliore delle Leggi di questo mondo, ma dobbiamo, prima di tutto, agire culturalmente. Ed è per questo che io mi rivolgo all’Associazione sindacale, la Cisl, che ci ospita, e alle altre Associazioni sindacali che ugualmente stanno lavorando su questo tema. Noi abbiamo bisogno di voi, per quell’opera di “convincimento culturale” che ci deve far capire una volta per tutte, che il principio dell’ospitalità è un principio sacro all’essere umano. Ed è uno dei principi fondanti dell’essere umano. Omero… L’Odissea… Alle radici della nostra Civiltà, una delle chiavi di lettura dell’Odissea: Ulisse che approda, naufrago, all’isola dei Feaci, le ancelle della principessa Nausicaa che fuggono davanti allo straniero, Nausicaa che al contrario accoglie Ulisse perché, narra Omero, ispirata dalla Divinità. Io non voglio fare un discorso confessionale, ma quell’ispirazione della Divinità non è altro che quel principio di ospitalità che ognuno di noi ha inscritto nel proprio animo, che sia credente o meno. Ecco noi agiamo, culturalmente, su questo principio di ospitalità. Perché se faremo questo, avremo fatto già molti passi in avanti.
Lo dicevo anche alla Signora Prefetta nell’incontro che abbiamo avuto in luglio in Prefettura, con i rappresentanti delle Comunità degli Immigrati, delle vostre Comunità. Giustamente la Prefetta ci ricordava che il compito della Prefettura è quello di applicare la norma, non di discuterla. E io sono d’accordo con la Prefetta. La Prefettura ha questo ruolo. Le Istituzioni hanno questo ruolo. Però, attenzione: davanti a delle Leggi ingiuste, noi possiamo anche essere tenuti ad applicare la norma, ma lo dobbiamo fare ottemperando prima di tutto al principio di umanità, che deve venire prima di ogni altra cosa.
Umanità, accoglienza: vi chiediamo, come Associazioni sindacali, di darci una mano. E noi, come Parlamentari, dovremo lavorare per riformare le Leggi in questo Paese.