Alla Cisl confronto fra immigrati e istituzioni. Rassegna stampa

Bresciaoggi, 21 settembre 2014
IL CONVEGNO. Alla Cisl confronto fra immigrati e istituzioni
Dai «nuovi cittadini» testimonianze e richieste

Un dialogo con i «Nuovi cittadini a Brescia per costruire appartenenza», dal titolo dell’incontro che esprime le intenzioni degli organizzatori, ovvero la Cisl di Brescia che ieri, nella sua sede cittadina, ha invitato rappresentanti di diverse comunità immigrate, diplomatici, collaboratori del sindacato, istituzioni e parlamentari bresciani. «La Cisl ritiene impor- tante prestare attenzione ai problemi non solo sindacali dei nuovi cittadini, che nel bresciano sono oltre 160mila di
cui 36mila solo in città, e si mette a disposizione perché in un periodo di crisi le relazioni di convivenza necessitano ancor più di confronto», ha sottolineato nell’introduzione il segretario generale Enzo Torri.
L’incontro, condotto da Giovanna Mantelli della segretaria del sindacato, ha dato ampio spazio alle testimonianze dirette degli immigrati, da quelli con la presenza più di lungo termine, come i senegalesi che ormai hanno già figli nati e cresciuti nel bresciano, a quelli che sono arrivati più di recente ma che ricoprono un ruolo insostituibile nel tessuto sociale, come le ucraine che nelle famiglie bresciane si prendono cura soprattutto degli anziani. Tutte persone che hanno ricordato i problemi ancora irrisolti dalla politica e dalla legislazione come il legame tra permesso di soggiorno e lavoro, una delle norme più penalizzanti in tempi di crisi.
«Cancellare la Bossi-Fini è il passo alla base di qualsiasi percorso di integrazione», ha sottolineato il deputato Luigi Lacquaniti che ha risposto all’invito della Cisl assieme agli esponenti del Pd Guido Galperti e Gianantonio Girelli, mentre le istituzioni hanno dimostrato una certa disattenzione: tra ritardi e assenze si sono invece distinti i rappresentanti della Prefettura e della Direzione Territoriale del lavoro, presenti sin dall’inizio al tavolo.
Ma la parte più importante è stata quella degli immigrati, numerosi in sala e al microfono, che si sono succeduti ricordando il loro contributo allo sviluppo dell’Italia e del bresciano: operai, assistenti familiari, mediatori, rappresentati dai loro diplomatici come i consoli o viceconsoli di Albania, Senegal, Moldavia, Ucraina e India.
IR.PA.

Giornale di Brescia, 21 settembre 2014
Quelle barriere burocratiche che ostacolano l’integrazione
Ieri il convegno promosso da Cisl e Anolf sul tema dell’appartenenza Dibattito sulla cittadinanza. La Questura: «Numeri da eccellenza»

Delle 5.223 pratiche di emersione presentate a fronte della «sanatoria» 2012, 4.016 sono a oggi concluse, con esito sfavorevole per circa la metà delle domande in esame: in particolare, 838 istanze hanno avuto parere negativo dalla Direzione Territoriale del Lavoro, e ulteriori 1.339 sono state ricusate per insussistenza dei rapporti di lavoro. Sono alcuni dei dati illustrati ieri dal vice Prefetto Salvatore Pasquariello durante il convegno – promosso da Cisl e Anolf, Associazione Nazionale Oltre le Frontiere – «Nuovi cittadini a Brescia. Costruire appartenenza». All’appuntamento hanno partecipato, a fianco del segretario provinciale della Cisl Enzo Torri e di Giovanna Mantelli della segreteria generale, la responsabile dell’ufficio immigrazione della Questura Sara Carpentieri e Giuseppina Ferrarese per la Dtl di Brescia, con consoli e vice consoli di Senegal, Albania e India, i parlamentari Guido Galperti (Pd) e Luigi Lacquaniti (LeD) e il consigliere regionale Gian Antonio Girelli, pure Democratico. Numerose le sollecitazioni emerse nel corso del pomeriggio, voluto dalla Cisl «per evitare che nel periodo di crisi – introduce Torri – gli individui si chiudano in se stessi, relegando magari il disagio alla protesta e per stimolare un senso di appartenenza fondato su diritti e doveri».
Gli esponenti delle comunità straniere, se da un lato esprimono la volontà di impegnarci – «Siamo pronti a sederci a un tavolo per capire cosa fare insieme», ha auspicato Olga, in rappresentanza del console ucraino -, dall’altro rimarcano il malcontento per «lungaggini burocratiche nel rilascio di permessi e cittadinanza». Un problema in primis legislativo, laddove l’invito agli onorevoli, da parte di Torri e Mantelli, va nella direzione di «abolire la Bossi-Fini», soprattutto per slegare la possibilità di permanenza in Italia «dall’effettiva sussistenza di un lavoro». La Questura rileva come «nonostante le carenze di organico – interviene Carpentieri – gli uffici accolgano ogni giorni più di 600 stranieri», con numeri considerati «un’eccellenza a Roma» – il tempo medio di rilascio di un permesso «è di 30 giorni – prosegue Carpentieri – a patto che la documentazione sia completa» -, tanto che proprio Brescia è una delle tre Province pilota, insieme a Bergamo e Padova per il test del nuovo sistema informatico «per un più agevole smaltimento delle pratiche». Dalla Prefettura, il prefetto vicario Pasquariello confida che entro la fine di quest’anno possa terminare il lavoro connesso alla sanatoria 2012, per concentrare le forze «su ricongiungimenti, flussi e cittadinanza, almeno per quanto è di nostra competenza». Dalla Prefettura di Brescia potrebbero comunque essere «staccate» alcune unità «a supporto degli uffici romani – aggiunge Pasquariello – per un periodo di tre mesi utile a sbloccare i fascicoli in arretrato».
Raffaella Mora


Questa rassegna stampa è stata pubblicata alle ore 16:00 di domenica 21 settembre 2014